L’associazione si trasforma in soggetto politico e fissa tre priorità chiare su tutela dei minori, false accuse e proprietà della casa.
Un’azione politica e mediatica destinata a riaprire il dibattito sulla riforma del diritto di famiglia nel nostro Paese. Oggi, giovedì 13 agosto 2026, a Roma, l’associazione “Padri in Movimento” ha annunciato il lancio di una campagna di comunicazione attiva fino a settembre inoltrato, muovendo contestualmente i primi passi verso la costituzione ufficiale in forza politica. L’organizzazione ha formalizzato tre richieste programmatiche considerate non negoziabili, indirizzate alle Istituzioni per superare le forti asimmetrie che continuano a penalizzare i genitori separati e a compromettere la stabilità dei figli.
La riforma costituzionale per la tutela dei minori
Il primo punto avanzato dal movimento riguarda l’inserimento esplicito del principio di bigenitorialità all’interno della Carta Costituzionale. Secondo la ricostruzione dei promotori, il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato con entrambe le figure genitoriali viene oggi gestito nei tribunali italiani con troppa discrezionalità. L’obiettivo della proposta è blindare la parità genitoriale da interpretazioni soggettive, elevandola a garanzia fondamentale e intoccabile dell’ordinamento.
Sanzioni per le false accuse e contrasto all’alienazione
Un secondo punto focale affronta il tema delle strumentalizzazioni in sede giudiziaria. L’associazione chiede l’adozione di sanzioni immediate e rigorose nei casi in cui vengano avanzate consapevolmente false contestazioni, finalizzate unicamente a rescindere il legame affettivo tra i figli e l’altro genitore. Per le condotte più gravi, la proposta prevede l’applicazione della decadenza dalla responsabilità genitoriale, così da tutelare l’integrità psicologica dei bambini e fermare contenziosi pretestuosi che distruggono le famiglie.
Garanzie patrimoniali e assegnazione della casa familiare
L’ultimo tassello del programma riguarda gli aspetti economici e patrimoniali che travolgono chi si separa. Il gruppo sollecita una revisione profonda delle norme sull’assegnazione dell’immobile adibito a residenza familiare, chiedendo che la struttura rimanga nella disponibilità del legittimo proprietario. Una misura pensata per prevenire le situazioni di sofferenza finanziaria e vera e propria indigenza che troppo spesso colpiscono i padri costretti ad abbandonare la casa di cui sono titolari.
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