Al centro del tavolo la riorganizzazione del 118, il piano contro la mobilità passiva e il controllo della spesa sanitaria.
Nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 agosto, si è tenuta la prima riunione dell’Unità di Crisi sanitaria della Regione Puglia, fortemente voluta e presieduta dal Presidente Antonio Decaro. All’incontro operativo hanno preso parte i vertici delle istituzioni sanitarie regionali, tra cui l’Assessore alla Salute, il Capo di Gabinetto, il Segretario Generale della Presidenza, il Direttore del Dipartimento Salute e la Direttrice Generale dell’Aress. Al centro del vertice, la definizione delle linee guida strategiche per la gestione dell’emergenza-urgenza estiva, la partenza formale della seconda fase di riduzione delle liste d’attesa e il varo di delibere mirate a contenere la mobilità passiva.
L’analisi dei lavori si è concentrata innanzitutto sul rafforzamento e la razionalizzazione delle prestazioni di pronto soccorso e del servizio 118, messi a dura prova dal consistente afflusso di turisti che popola le località pugliesi durante i mesi estivi. Contestualmente, il Presidente Decaro ha ufficializzato il passaggio alla fase operativa del piano di abbattimento dei tempi di attesa per gli esami clinici e le visite specialistiche. Dopo il completamento della prima fase sperimentale, la Regione si appresta ora a mettere a regime misure strutturali concrete pensate per garantire risposte tempestive alle richieste di cura dei cittadini sul territorio.
Un capitolo di fondamentale importanza ha riguardato la mobilità passiva, ovvero la tendenza dei pazienti pugliesi a curarsi fuori regione. A tal proposito, la Giunta regionale sta per licenziare un pacchetto di delibere ad hoc destinate a frenare i cosiddetti “viaggi della speranza”. Come chiarito dalla presidenza, il provvedimento punta a potenziare la risposta dell’offerta sanitaria locale per tutte quelle prestazioni diagnostiche e chirurgiche non salvavita che possono e devono trovare adeguata soluzione all’interno delle strutture ospedaliere della Puglia, evitando disagi economici e logistici alle famiglie.
Infine, il tavolo ha affrontato il tema del rigore finanziario e del bilancio della sanità pubblica. L’esecutivo regionale ha prefigurato un’azione di attento monitoraggio dei costi per bilanciare gli incrementi indiretti di spesa previsti a livello nazionale. Tra questi figurano i rinnovi contrattuali del comparto sanitario e della dirigenza medica, uniti al trasferimento di diverse categorie di farmaci dalla spesa ospedaliera a quella farmaceutica territoriale. Un’azione di programmazione rigorosa che punta a tutelare l’equilibrio di cassa senza intaccare i livelli essenziali di assistenza.
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