Caporalato a Sannicandro di Bari: arrestato titolare che sfruttava 7 lavoratori stranieri

Operazione dei Carabinieri contro il lavoro nero: scoperti sette lavoratori irregolari e sottopagati. In manette un 46enne.

Un quarantaseienne è stato tratto in arresto il 28 luglio a Sannicandro di Bari nell’ambito di un’operazione straordinaria contro il caporalato e lo sfruttamento della manodopera. Il blitz è stato condotto dai militari delle Compagnie dell’Arma dei Carabinieri di Gioia del Colle e Monopoli, con il supporto del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Bari e del Nucleo Forestali di Cassano delle Murge, per contrastare il grave fenomeno dell’intermediazione illecita e della piaga del lavoro sommerso nel territorio barese.

L’ispezione condotta presso un’attività commerciale del posto ha portato alla luce un quadro desolante di illegalità. Gli operanti hanno accertato la presenza di sette lavoratori di origine straniera del tutto irregolari: per nessuno di loro erano state previste le visite mediche obbligatorie per legge né tantomeno la formazione fondamentale in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Particolarmente grave la posizione per quattro di essi, risultati completamente impiegati “in nero”. La pratica intollerabile dello sfruttamento si tradurebbe in retribuzioni minime e nettamente inferiori rispetto ai parametri stabiliti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, a fronte di orari e turni estenuanti che superavano ampiamente i limiti di legge, senza nemmeno garantire alle maestranze il diritto al riposo settimanale.

La piaga del lavoro sommerso e non regolamentato rappresenta un’offesa intollerabile alla dignità personale dei lavoratori e un’inaccettabile alterazione della concorrenza sleale nel mercato. Sulla vicenda restano tuttora in corso ulteriori accertamenti, anche di carattere spiccatamente amministrativo, da parte dell’Ispettorato del Lavoro e dei Carabinieri Forestali per verificare il totale rispetto delle specifiche normative di settore.

Come imposto dalle norme e dai principi costituzionali, occorre ricordare che il procedimento penale pende attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi probatori raccolti a carico del quarantaseienne e l’arresto stesso hanno natura provvisoria e costituiscono una valutazione basata su gravi indizi di colpevolezza. La responsabilità penale dell’indagato potrà essere accertata e confermata solo all’esito di una sentenza o decreto di condanna divenuti irrevocabili, garantendo all’indagato il pieno diritto di difesa.

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Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

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