Fondi Pnrr e sanità territoriale, la Puglia centra l’obiettivo: pronte 83 Case di comunità

L’adeguamento strutturale dell’assistenza medica territoriale compie un passo decisivo in Puglia, scongiurando il rischio di perdere i finanziamenti europei. Dopo la scadenza dei termini comunitari, l’amministrazione regionale ha tracciato il bilancio relativo alla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, formalizzando il completamento di 83 Case di comunità su scala regionale. L’assessore alla Salute della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, ha espresso profonda soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo strategico frutto di un intenso lavoro amministrativo e di un’interlocuzione costante condotta dall’Unità di Missione con il Governo centrale.

La distribuzione geografica dei nuovi presidi socio-sanitari sul territorio pugliese vede in prima fila l’area contigua a Foggia e provincia con 27 strutture, seguita dalla terra di Bari e dall’area metropolitana dove sono stati allestiti 18 centri. Nel territorio di Lecce e provincia le nuove aperture sono 16, mentre l’area di Taranto ne conta 13; chiudono il quadro provinciale le 5 strutture realizzate nel brindisino e le 4 dislocate nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat).

La visione del Ministero e la gestione dei fondi residui

Il piano d’azione pugliese si inserisce all’interno di una cornice nazionale che prevedeva la messa a punto di un minimo di 1.038 presidi assistenziali su tutto il territorio italiano. Il nuovo modello organizzativo è stato analizzato anche dal ministro della Sanità, Orazio Schillaci, il quale ha rimarcato come tali presidi introducano una visione inedita della sanità pubblica, focalizzata sulla prossimità ai degenti per superare il vecchio dualismo tra medico di base e strutture ospedaliere d’urgenza. All’interno delle Case di comunità i cittadini potranno accedere ad accertamenti specialistici, medicazioni, monitoraggi clinici e campagne di screening, decongestionando i Pronto soccorso dagli accessi impropri.

La conclusione dei cantieri apre adesso la strada a una seconda fase finanziaria. I vertici dell’assessorato pugliese hanno infatti annunciato l’intenzione di reinvestire non soltanto le economie residue degli stanziamenti per aumentare il numero dei centri sul territorio, ma anche di avviare le procedure per accedere alle quote di premialità economica previste per gli enti virtuosi.

Il nodo cruciale delle assunzioni e la verifica politica

Risolta la partita dei muri e delle infrastrutture fisiche, la sfida della Regione Puglia si sposta sulla copertura delle piante organiche, un elemento definito vitale dallo stesso assessore Pentassuglia per assicurare il funzionamento reale dei servizi. I tavoli di confronto rimangono aperti per pianificare l’inserimento di figure professionali eterogenee: non soltanto medici di medicina generale, ma anche infermieri territoriali, operatori socio-sanitari (oss), specialisti e tecnici di radiologia e laboratorio. L’amministrazione ha assicurato che la ricerca del personale verrà affrontata con la medesima fermezza utilizzata per l’edificazione dei poli.

Nel frattempo, lo stato dell’arte della sanità territoriale e la reale operatività delle strutture saranno al centro del dibattito politico locale. Il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia ha infatti indetto una conferenza stampa tematica per fare il punto della situazione e monitorare l’evoluzione dei servizi assistenziali offerti all’utenza pugliese.

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Anna Caprioli

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