Una capillare attività di monitoraggio e contrasto alla circolazione di armi illegali accende i riflettori sulla sicurezza pubblica nel capoluogo pugliese e nella sua provincia. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari ha tracciato il bilancio delle operazioni eseguite nel corso dell’ultimo semestre, un periodo caratterizzato da un’intensa pressione investigativa sul territorio. Per rispondere in modo coordinato alle minacce all’ordine pubblico, l’Arma ha impiegato in modo alternato numerosi reparti specializzati, tra cui le Sezioni Radiomobili, le Stazioni capillarmente diffuse, le unità cinofile, gli artificieri e il personale della Sezione Investigazioni Scientifiche.
I numeri del semestre: arresti, denunce e l’arsenale sottratto alla criminalità
I controlli straordinari e le perquisizioni d’iniziativa o delegate dall’autorità giudiziaria hanno consentito, nei primi sei mesi dell’anno, di trarre in arresto 9 individui e di deferirne altri 36 in stato di libertà alla Procura della Repubblica. L’attività repressiva ha portato all’esecuzione di 41 decreti di sequestro di armi da fuoco, all’interno dei quali figurano 10 fucili da caccia e 31 pistole. A questo bilancio si aggiunge il recupero di un cospicuo quantitativo di munizionamento, pari a 214 proiettili e 528 cartucce di vario calibro, oltre al contestuale ritiro dalla circolazione di 9 armi bianche.
Tra gli interventi di maggiore rilievo sul piano logistico si segnala l’operazione condotta lo scorso 13 febbraio ad Altamura. In quell’occasione, i militari della locale Compagnia hanno ispezionato un locale nella disponibilità di un quarantenne del posto, rinvenendo, oltre a sostanze stupefacenti, ben 5 pistole (delle quali 3 risultate clandestine, 1 provento di furto e 1 scacciacani modificata per aumentarne la letalità) e 190 cartucce. Il successivo 20 aprile, nel quartiere San Paolo di Bari, i militari della Compagnia territoriale hanno invece tratto in flagranza una donna di 40 anni. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati sequestrati un fucile calibro 22 già carico con 4 proiettili e dotato di un sistema ottico di precisione, un secondo fucile ad aria compressa a piombini, una canna di pistola priva di matricola e ulteriori 25 proiettili.
Prevenzione nei quartieri ‘storici’, il fenomeno delle bande giovanili e le tutele legali
L’azione dei Carabinieri si è sviluppata con decisione anche sul fronte della prevenzione pura, mirata a sottrarre i dispositivi d’offesa prima che potessero essere impiegati in fatti di sangue. Nel quartiere Japigia, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro hanno individuato e sequestrato un’arma da fuoco accuratamente occultata all’interno di un tombino interrato di una palazzina residenziale. Una menzione specifica nel bilancio dell’Arma è stata riservata al contrasto della violenza giovanile e all’uso di armi da parte di minori. I controlli mirati nei luoghi di aggregazione e nei contesti della movida hanno permesso di intercettare sul nascere dinamiche rissose e di sequestrare strumenti pronti all’uso in mano a giovanissimi. In questo quadro, si è rivelato determinante il contributo della cittadinanza attraverso segnalazioni tempestive giunte alle Centrali Operative.
La sinergia operativa tra l’Arma e la Procura della Repubblica di Bari mira a garantire una cornice di legalità sul territorio, sradicando i canali di approvvigionamento delle organizzazioni criminali. Sotto il profilo delle tutele di legge, è fondamentale ricordare che tutti i procedimenti penali scaturiti da questo bilancio si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, la responsabilità degli indagati è fatta salva e l’eventuale colpevolezza dovrà essere accertata esclusivamente in sede processuale, nel pieno contraddittorio tra le parti e con il contributo della difesa.
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