Il debutto ufficiale di Roberto Vannacci sulla scena politica italiana segna la nascita strutturata di “Futuro Nazionale”, il movimento fondato dal noto generale che si propone come una proposta politica solida, identitaria e orgogliosamente controcorrente. Davanti a una foltissima platea di quasi duemila persone riunite all’Auditorium della Conciliazione a Roma, a due passi dal Vaticano, sono stati presentati i numeri e l’organigramma del partito, che conta già oltre 103.500 tesserati in tutta Italia, un’assemblea nazionale di 120 componenti e un esecutivo guidato dallo stesso Vannacci, in carica come presidente per i prossimi tre anni.
Tra i dati più sorprendenti emersi dal palco della kermesse spicca lo straordinario posizionamento della Puglia. Con ben 10.290 iscritti, la regione si colloca al terzo posto assoluto in Italia per numero di tesserati, superando storiche roccaforti del centrodestra come il Veneto (10.083), il Piemonte (7.679) e la Sicilia (6.517), e posizionandosi subito dietro a giganti demografici come Lombardia e Lazio. Addirittura, se si pondera il dato sulla popolazione residente, la Puglia conquista il primato nazionale assoluto con un tesserato ogni 377 abitanti. Un exploit che trova il suo punto di riferimento nell’attivismo del referente regionale Rossano Sasso, parlamentare barese ed ex sottosegretario all’Istruzione, capace di intercettare il forte desiderio di rappresentanza di un elettorato pugliese tradizionalmente conservatore e moderato.
Nel corso del suo intervento di oltre un’ora, il generale Vannacci ha illustrato le linee programmatiche di Futuro Nazionale, improntate ai valori della disciplina, del merito e della tutela dell’identità nazionale. Tra i punti cardine figurano il sostegno alla natalità, il contrasto all’immigrazione irregolare attraverso politiche di remigrazione e un tetto massimo del 4% per i flussi migratori basato sull’assimilazione culturale, oltre alla promozione dello sport come pilastro del benessere sociale.
Vannacci ha inoltre espresso posizioni nette su temi cardine, definendo il femminicidio una dicitura non idonea poiché la gravità di un omicidio non deve essere distinta in base al sesso, al colore della pelle o alla religione della vittima, in nome di una reale parità giuridica. Contrario alle quote rosa, il generale ha promosso il principio del puro merito per l’affermazione sociale delle donne.
Sul piano delle alleanze, Vannacci ha chiarito di non voler indebolire la coalizione di centrodestra, pur mantenendo ferme e non negoziabili le proprie linee programmatiche. Le sue parole hanno trovato sponda anche nelle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni in merito alle polemiche sulla richiesta di una dichiarazione di antifascismo per gli espositori della fiera “Più libri più liberi”, con il generale che si è detto pienamente d’accordo con la presidente del Consiglio nel rifiutare logiche di censura o patenti ideologiche preventive.
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foto Ansa