Omicidio Scamarcia Bari Carbonara: arrestato il titolare della rivendita dopo confessione

La conclusione di un mistero lungo un mese che ha scosso profondamente il quartiere Carbonara ha trovato il suo momento decisivo nella serata di ieri. Le attività investigative portate avanti dai Carabinieri della Compagnia San Paolo hanno permesso di dare un nome e un volto al presunto autore della tragica scomparsa di Michelangelo Scamarcia. L’anziano cittadino di cui non si avevano notizie dai primi di aprile è stato purtroppo rinvenuto senza vita tra le mura di un’attività commerciale situata proprio nella zona centrale del rione. Grazie alla professionalità dei militari è stato possibile notificare un provvedimento di fermo per indiziato di delitto nei confronti del quarantunenne che gestisce il punto vendita dove è avvenuta la macabra scoperta.

L’uomo attualmente sotto custodia avrebbe ammesso le proprie responsabilità durante le ore di audizione ammettendo di aver tolto la vita al pensionato. La dinamica emersa descrive una colluttazione improvvisa conclusasi con il soffocamento della vittima attuato mediante l’uso di un sacchetto in plastica. Il lavoro svolto dai Carabinieri è stato fondamentale per smontare ogni tentativo di occultamento. Attraverso una paziente ricostruzione dei fatti gli uomini dell’Arma hanno analizzato ogni singolo fotogramma estratto dai circuiti di sorveglianza pubblica e privata presenti nell’area urbana circostante. Questo monitoraggio visivo è stato incrociato con un esame minuzioso dei flussi monetari collegati alle tessere bancarie della vittima che avevano segnalato operazioni anomale proprio in coincidenza con la posizione dell’esercizio commerciale.

I resti del sessantottenne erano stati celati con estrema cura sotto diversi strati di materiale da spedizione e cartoni per l’imballaggio cercando di nascondere ogni traccia del passaggio dell’anziano all’interno del negozio. Lo stato di alterazione della salma suggerisce che l’azione criminale si sia consumata proprio all’inizio del mese scorso confermando il timore che il silenzio del cellulare di Scamarcia coincidesse con l’istante della sua morte. Nonostante il passo avanti nelle indagini resta ancora da definire con esattezza il reale motivo della lite.

Gli esperti della scientifica stanno completando i rilievi balistici e tecnici per cristallizzare le prove necessarie al dibattimento. Nel frattempo il commerciante è stato trasferito presso la casa circondariale di Bari dove resterà a disposizione della magistratura. Il merito di aver riportato un barlume di verità ai congiunti va alla tenacia operativa dei Carabinieri che sono riusciti a chiudere il cerchio su una vicenda che rischiava di restare irrisolta. La comunità locale attende ora i risultati delle analisi mediche ufficiali che dovranno confermare definitivamente le modalità del decesso descritte dall’indagato

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Elvira Zammarano

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