Bigenitorialità negata: la denuncia di Codici sui padri penalizzati nei tribunali

ROMA – Il principio della bigenitorialità in Italia rischia di trasformarsi in un “guscio vuoto”, una formula giuridica priva di riscontri nella realtà quotidiana di migliaia di famiglie separate. A lanciare l’ennesimo grido d’allarme è l’associazione Codici, che attraverso una riflessione critica su una recente sentenza del Tribunale di Torre Annunziata, mette a nudo una distorsione sistemica che continua a penalizzare pesantemente la figura paterna.

Nonostante la legge preveda l’affidamento condiviso come regola generale, la prassi giudiziaria sembra seguire binari obsoleti, dove il padre viene sistematicamente relegato a un ruolo marginale, trasformandosi in una sorta di “genitore della domenica” gravato da oneri economici spesso insostenibili.

Il caso: affido condiviso solo sulla carta

La decisione del tribunale campano, pur disponendo formalmente l’affido condiviso, ha stabilito la collocazione esclusiva dei minori presso la madre, assegnandole la casa familiare e concentrando su di lei l’intera gestione della vita dei figli. Al padre, di contro, sono stati concessi tempi di frequentazione ridotti e subordinati agli impegni lavorativi, privandolo di fatto della possibilità di incidere sulla quotidianità e sull’educazione dei propri bambini.

“Un impianto che si ripete con preoccupante regolarità”, osserva Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. Secondo l’associazione, ci troviamo di fronte a un affidamento che è condiviso solo nel nome, ma esclusivo nei fatti. Questa asimmetria non colpisce solo il rapporto affettivo, ma si estende violentemente alla sfera economica. Al genitore non collocatario sono stati infatti imposti obblighi finanziari significativi: dal mantenimento dei figli alle spese straordinarie, fino all’assegno per l’ex coniuge, spesso senza una verifica reale della sua capacità contributiva.

La campagna “Voglio Papà” e la critica al sistema

Attraverso la campagna nazionale “Voglio Papà”, Codici sostiene da anni i diritti dei padri separati, denunciando come molte decisioni giudiziarie appaiano punitive. Quando gli obblighi economici diventano eccessivi e sproporzionati rispetto al reddito reale, si innesca una spirale di conflittualità che danneggia in primis i minori.

“La bigenitorialità non può ridursi a una formula di rito”, incalza Giacomelli. “Serve un cambio di passo nei tribunali. L’approccio attuale privilegia automaticamente la figura materna, ignorando il bisogno del minore di avere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Se il diritto non garantisce l’equilibrio nella pratica quotidiana, parlare di affido condiviso resta solo un artificio giuridico”.

Un appello per il cambiamento

La battaglia di Codici punta a superare schemi ripetitivi che svuotano il senso della legge. La richiesta è di una valutazione concreta dell’interesse del minore e un bilanciamento reale delle posizioni dei genitori, che tenga conto delle necessità affettive e non solo di quelle patrimoniali.

L’associazione invita tutti i padri che si trovano in situazioni di squilibrio giudiziario a non restare in silenzio. È possibile segnalare il proprio caso e richiedere supporto legale e psicologico contattando lo sportello dedicato al numero 065571996, tramite WhatsApp al 3757793480 o scrivendo a segreteria.sportello@codici.org.

Ripristinare il diritto dei figli ad avere un padre presente non è solo una questione legale, ma una necessità sociale imprescindibile.

Per restare aggiornato segui Wide News su https://www.widenews.it e sulla nostra pagina Facebook ufficiale https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb

Condividi su:
Elvira Zammarano

Elvira Zammarano

Lascia un commento