Si è svolta ieri sera presso l’Auditorium comunale di Turi, la presentazione del progetto realizzato dalla dottoressa Grazia Giardinelli attraverso la costituzione della fondazione “Dona Salute”.
La fondazione nasce con l’obiettivo di facilitare l’accesso a prestazioni sanitarie e percorsi di cura, sostenendo i pazienti più vulnerabili attraverso la promozione di una medicina etica, inclusiva e orientata alla persona.

Il tutto correlato ad un’attenta prevenzione e ad una maggiore connessione con le istituzioni e i professionisti sanitari presenti sul territorio. E proprio questi sono stati i temi sviluppati durante la serata, attraverso i diversi interventi degli ospiti presenti all’evento moderato dalla giornalista Alessandra Lofino.
Il sindaco Giuseppe De Tomaso ha presentato il progetto come una rivoluzione e una iniziativa lodevole che porta alla umanizzazione della cura attraverso la condivisione della sofferenza con il malato e le sue fragilità. Concetti ribaditi dall’arciprete Don Luciano Rotolo che ha espresso un sentito apprezzamento nei confronti dell’iniziativa che pone al centro dei suoi obiettivi le persone più vulnerabili , “gli ultimi”, dando voce alle loro necessità e accompagnandole nel difficile percorso della malattia.
L’importanza del dialogo e della collaborazione tra il sistema sanitario e i processi di sostegno al malato e alle famiglie realizzati dagli enti del terzo settore è il concetto evidenziato dalla dottoressa Dea Venanzia Saulle, consigliera metropolitana con delega a sport e stili di vita.

Le dottoresse Stella Camposeo e Grazia Giardinelli
L’intervento dell’eurodeputato on. Michele Picaro, commissario per la sanità pubblica del parlamento europeo, ha posto l’attenzione sullo switch crescente dei fondi pubblici dalla cura alla prevenzione, attraverso la promozione di uno stile di vita improntato ad una corretta alimentazione e al movimento, che insieme, riducono l’impatto economico della cura delle malattie croniche sul sistema sanitario nazionale. Ha inoltre auspicato maggiori investimenti in cooperazione e modelli di prossimità e, a livello europeo, in ricerca, innovazione e coordinamento.
La prevenzione in questo contesto è un gesto di altruismo perché consente al sistema sanitario di recuperare risorse da destinare allo studio di molte malattie rare che ancora non trovano una cura.
L’avvocato Ornella Tripaldi è intervenuta sull’aspetto giuridico delle fondazioni, mentre l’avvocato Lucia Parchitelli, Vicepresidente Commissione III (Assistenza sanitaria, Servizi sociali) ha sottolineato l’importanza degli enti del terzo settore a cui sono state spesso delegate funzioni fondamentali soprattutto nell’ambito della prossimità e dell’assistenza, dando risalto inoltre ad una legge approvata durante la precedente legislazione ma priva ancora dei decreti attuativi, che promuove la co-programmazione e il coinvolgimento di tali enti nel processo decisionale in materia sanitaria.
L’intervento del dott. Ferdinando Amendola, presidente dell’Associazione Medica Sportiva di Bari, è stato tutto incentrato sull’importanza del movimento e dello sport in generale per la salute. In un momento storico in cui la tecnologia e la sedentarietà la fanno da padroni, considerare l’attività fisica come un farmaco preventivo e un intervento clinico strutturato come stile di vita, è fondamentale per la salute pubblica.
Da uno studio dell’ O.M.S. è emerso che nel mondo circa 5 milioni di decessi si sarebbero potuti evitare se solo la popolazione fosse più attiva fisicamente. Costanza è la parola chiave. Bastano pochi minuti ogni giorno per combattere le insidie della vita sedentaria e non da meno aiutare il benessere psicologico. Investire in attività motoria significa donare salute a noi stessi, riducendo la dipendenza dai farmaci e dai medici, liberando così risorse per altre iniziative volte al benessere comune
La dottoressa Grazia Giardinelli , specialista in chirurgia plastica,ricostruttiva ed estetica nonché Presidente della fondazione Dona Salute, ha voluto condividere la sua esperienza nelle missioni umanitarie in Africa nel Benin e in Palestina a Betlemme. Nella tragicità delle situazioni affrontate una cosa le era rimasta impressa: la gratitudine delle persone per l’aiuto e per le cure ricevute e il suo senso di pienezza e gratificazione per aver contribuito al loro benessere. Di lì è nata l’idea di aiutare gli altri, i più deboli, i più emarginati. Il logo della fondazione nasce dall’anfora forata raffigurata su una tela acquistata in Africa.

L’ anfora contiene sicuramente, ma parte del contenuto esce attraverso i fori. Allora l’unico modo per mantenere i beni al suo interno è chiudere i buchi con le mani. Le mani di tutti quelli che collaborano alla realizzazione del progetto. Sostenere i malati che devono affrontare lunghi periodi di terapie, sottoporsi a visite di controllo anche a diversi chilometri di distanza, senza pesare sulla famiglia per chi ce l’ha, è uno degli obiettivi primari della fondazione. Ma anche promuovere la prevenzione attraverso screening digitali e innovativi, sostenendo l’esercizio fisico e l’accesso a cure psicologiche come parte del percorso terapeutico, realizzando altresì un centro di orientamento oncologico per il follow up. Il tutto attraverso la formazione di una rete solidale e interdisciplinare fatta di medici e di professionisti nei vari settori coinvolti.

La lodevole iniziativa della dottoressa Giardinelli rende lustro al suo paese di origine e ci rende consapevoli del fatto che, nonostante ci siano enormi difficoltà nella realizzazione di un progetto così ambizioso, la tenacia, l’empatia e l’apertura ad un dialogo costruttivo con le istituzioni possono generare esempi positivi che si traducono in un maggiore benessere per la collettività.
Prevenire quando possibile. Curare quando necessario. Accompagnare sempre, sono il motto della fondazione, e personalmente auguro alla dottoressa Giardinelli, di realizzare con successo e determinazione gli obiettivi sfidanti del suo progetto.
La dottoressa ha preannunciato inoltre una cena solidale che si terrà il 13 giugno ,in cui i fondi raccolti saranno destinati alla realizzazione degli obiettivi della fondazione.
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Immagine copertina
Da sx l’onorevole Picaro, l’avvocato Tripaldi, la dottoressa Giardinelli e l’avvocato Parchitelli