Curare una malattia significa, innanzitutto, prendersi cura della persona. È questo il messaggio profondo che emerge dalla cerimonia di presentazione della rinnovata sala d’attesa dell’Unità di Senologia dell’ospedale San Paolo di Bari. Un intervento di restyling e riqualificazione funzionale reso possibile dalla generosità del comitato Komen Puglia, che ha donato nuovi arredi e tecnologie per trasformare un luogo di attesa in uno spazio di conforto e orientamento.
La nuova sala d’attesa si presenta oggi con una veste completamente nuova: poltrone ergonomiche e confortevoli, un desk accoglienza dal design moderno e un innovativo totem elimina code, pensato per ridurre lo stress burocratico e organizzativo. Ad arricchire il percorso di assistenza è stato installato anche un sistema video informativo, progettato per accompagnare le pazienti passo dopo passo, dalla diagnosi alle terapie, offrendo risposte chiare e rassicuranti in un momento di grande fragilità emotiva.
Alla presentazione ufficiale sono intervenuti il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, e la presidente di Komen Puglia, Linda Catucci. Entrambi hanno sottolineato come l’estetica e la funzionalità degli ambienti ospedalieri non siano elementi secondari, ma parte integrante della terapia. “Investire nell’umanizzazione delle cure – ha dichiarato Fruscio – significa migliorare la qualità dell’esperienza che ogni donna vive nel proprio percorso di trattamento”. Gli ha fatto eco Catucci, evidenziando come l’obiettivo sia “mettere al centro la dignità della paziente in un passaggio così delicato della vita”.
La mattinata ha segnato anche un passo formale decisivo verso il futuro. La ASL Bari e Komen Puglia hanno infatti sottoscritto un protocollo d’intesa volto a rendere stabile e duratura la loro collaborazione. L’accordo non si limita alla riqualificazione degli spazi fisici, ma punta dritto alla prevenzione e alla diagnosi precoce.
Il protocollo prevede lo sviluppo congiunto di iniziative sul territorio, con una particolare attenzione alle donne che vivono in condizioni di fragilità economica e sociale. Grazie a questa sinergia, saranno potenziate le attività di screening e l’offerta di prestazioni gratuite, portando la medicina d’eccellenza anche al di fuori delle mura ospedaliere. Un impegno concreto per garantire che la tutela della salute femminile sia un diritto accessibile a tutte, nessuna esclusa.
L’intervento al San Paolo rappresenta, dunque, un modello di cooperazione tra istituzioni pubbliche e terzo settore, dove la solidarietà diventa lo strumento per abbattere le barriere della paura e costruire una sanità più umana, vicina ed efficiente.
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