Sarà conferito lunedì 20 aprile l’incarico ufficiale per l’esame autoptico sul corpo di Annibale “Dino” Carta, il personal trainer di 42 anni barbaramente ucciso la sera del 13 aprile in via Caracciolo. L’autopsia, che verrà eseguita nella stessa giornata, rappresenta un passaggio cruciale per cristallizzare la dinamica dell’agguato e fornire risposte scientifiche a un delitto che, al momento, resta avvolto nel mistero più profondo.
L’uomo, incensurato e molto stimato per il suo impegno nel volontariato parrocchiale, è stato raggiunto da quattro colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinatissima – circa un metro – mentre portava a spasso il proprio cane. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, mantengono il massimo riserbo, ma l’attenzione è focalizzata su una sequenza temporale di appena due minuti: tra le 21.56, orario di una presunta discussione catturata dalle telecamere, e le 21.58, istante in cui sono stati esplosi i colpi, di cui uno fatale alla schiena.
L’analisi dei filmati di videosorveglianza ha mostrato un uomo incappucciato che, in sella a una bicicletta, si dirigeva verso il luogo del delitto pochi istanti prima dell’esecuzione. Un elemento chiave è rappresentato da una registrazione audio condominiale che sembra contenere frammenti di una lite. Due le piste principali che emergono dall’ascolto di quei drammatici secondi: la prima ipotizza che Dino Carta conoscesse il suo carnefice, come suggerirebbe la frase “non ti vengo a disturbare più”; la seconda, altrettanto verosimile, vede il 42enne come una vittima accidentale, intervenuto coraggiosamente per difendere una donna minacciata dall’aggressore o per proteggere il suo cane da un gesto violento del killer.
Il Procuratore di Foggia, Enrico Infante, ha definito l’evento come “clamoroso e inspiegabile”, sottolineando l’assoluta normalità della vittima. Resta tuttavia il giallo sull’attribuzione delle voci: alcuni familiari non avrebbero riconosciuto con certezza la voce di Dino in quell’audio. Per questo motivo, la Procura ha disposto sofisticate consulenze foniche e tecniche forensi all’avanguardia per accertare l’identità dei parlanti. Nel frattempo, i Carabinieri continuano l’analisi del cellulare della vittima, sequestrato la sera stessa del delitto, alla ricerca di messaggi o chiamate che possano spiegare quel minuto di discussione che ha preceduto il sangue.
Mentre in via Caracciolo continuano i pellegrinaggi di amici e colleghi che depongono fiori e lumini, la città attende risposte. La difesa della famiglia Carta invita alla massima cautela e alla riservatezza, confidando negli strumenti tecnologici per chiudere il cerchio su un assassino che ha colpito con una volontà precisa di uccidere, in un contesto che ancora sfugge a una chiara logica criminale.
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In Copertina il Procuratore di Foggia Infante