Il contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo approda nelle sedi istituzionali della Capitale attraverso il contributo tecnico di chi opera quotidianamente sul campo educativo. Mercoledì 15 aprile, la Sala stampa della Camera dei Deputati ha ospitato il convegno nazionale promosso da Confil, focalizzato sulla leadership e la responsabilità della dirigenza scolastica nella gestione delle emergenze relazionali. Tra i protagonisti dell’incontro si è distinta Susanna Capalbo, Dirigente Scolastica dell’Ic Erodoto di Corigliano-Rossano, che ha presentato una visione strategica capace di trasformare la gestione del disagio in un modello di inclusione strutturato.
L’intervento della dirigente Capalbo si è articolato attorno a quattro pilastri fondamentali, concepiti per offrire risposte concrete e non episodiche alle sfide del mondo della scuola. Il primo punto cardine è la consapevolezza, intesa come il superamento della rimozione del problema attraverso sistemi di monitoraggio efficaci che permettano alle vittime di emergere dal silenzio. A questo si affianca la necessità della multidisciplinarità, ovvero l’integrazione stabile di figure professionali specializzate come psicologi e pedagogisti all’interno dell’organico scolastico, per garantire un supporto costante e qualificato alla comunità educante.
Un ruolo centrale nella strategia presentata alla Camera è occupato dalla corresponsabilità, definita come un patto educativo reale tra istituzioni scolastiche, famiglie e tessuto territoriale. Secondo la visione della dirigente, gli studenti devono essere parte attiva di questo processo, diventando protagonisti consapevoli del cambiamento culturale necessario per eradicare le violenze fisiche e digitali. Il percorso si completa con il concetto di rigenerazione, applicando i modelli di giustizia riparativa che trasformano la sanzione disciplinare in un’occasione di crescita e riflessione, favorendo una restituzione sociale capace di sanare le ferite all’interno della comunità.
Questa architettura educativa mira a consolidare una scuola che sia realmente comunità e casa di tutti, capace di incidere profondamente nella realtà dei giovani. Il confronto istituzionale di Roma ha confermato l’urgenza di adottare modelli preventivi capaci di gestire la complessità dei fenomeni contemporanei con strumenti innovativi. L’esperienza portata all’attenzione della Camera dei Deputati rappresenta un punto di riferimento per le future politiche scolastiche nazionali in tema di sicurezza e benessere psicologico degli studenti.
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