I cristiani in Grecia si salutano con la bellissima frase: Christos anesti! Alla quale si risponde: Alithos anesti! Cristo è risorto! È veramente risorto!
Chiunque ti incontri ti saluta così e si aspetta da te adeguata risposta. Meravigliosa usanza, non toccata dal materialismo e dallo scetticismo diffusi in questo occidente decadente, dove si vietano i riti del Triduo Pasquale con la becera scusa di non offendere i fedeli delle altre religioni. Pare che solo i cristiani possano essere tranquillamente offesi, perseguitati, discriminati e addirittura uccisi, nell’indifferenza dei media, del potere politico, dell’Europa delle banche e degli speculatori.
Eppure Cristo si è offerto in sacrificio per tutti, anche per loro, anche per chi proprio non se lo merita, ma chi di noi se lo merita un sacrificio così?
Si tende piuttosto a sottolineare il grande amore che ha portato Gesù ad accettare di offrirsi in sacrificio, che il reale contenuto del sacrificio. Sempre nella storia dell’umanità si sono offerti sacrifici di innocenti, sacrifici espiatori e sacrifici propiziatori, i primi per i peccati commessi, i secondi per ottenere benefici, raccolti abbondanti, greggi prolifere e così via, addirittura la vittoria nelle guerre. Sempre il sacrificato era un innocente, un agnello, un vitello, fino a una fanciulla vergine o un bambino, in alcune culture. Agamennone sacrifica la figlia Ifigenia, per ottenere la vittoria su Troia, i filistei sacrificavano a Moloch fanciulli e fanciulle, sempre venivano sacrificati gli innocenti.
Gesù è l’innocente per eccellenza, offerto al Padre per riallacciare una relazione rotta dal peccato, dalla scelta di Adamo ed Eva di fidarsi del serpente più che di Dio, e la fiducia con la quale Gesù si offre in sacrificio al Padre è ripagata con la Resurrezione.
Gesù risorge, ha vinto la morte, ha pagato il debito contratto da questa umanità, ha riaperto la storia alla grazia santificante. I giusti nel Signore ora sono santi, vivono nell’eternità dove non c’è lacrima, né oscurità, né ignoranza, né violenza, né menzogna, ma tutto è luce e verità.
Questo è venuto a testimoniarci il Signore, il Maestro al di là del quale non ci sono maestri, non c’è verità, non c’è salvezza.
Perché: In nessun altro è la salvezza, perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati (Atti degli Apostoli 4,12)
Con questa certezza come possiamo non testimoniare che Gesù è il Signore della vita, che la Chiesa cristiana ha le chiavi del Paradiso, può dare o negare la vita eterna, secondo il mandato del suo Dio Salvatore.
Non inganniamo gli altri, fingendo di rispettare le loro credenze, vediamo piuttosto di non smettere di evangelizzare, di proclamare la verità, fino ai confini della terra, perché se taceremo noi grideranno le pietre.
Noi siamo il sale della terra, se perdiamo il sapore con cosa ci sarà restituito?
Non è un privilegio, non è arroganza, è amore per il prossimo, è responsabilità.
Che questa Pasqua ci faccia riflettere sul nostro ruolo di cristiani, senza timidezze, senza timori, la mia fede non offende nessuno, ma la verità va proclamata e difesa anche a costo di essere malvisti, di essere discriminati, c’è gente nel mondo che la difende a costo della vita, e noi?
Buona Santa Pasqua di resurrezione a tutti.
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Come sempre, le parole del Vangelo vanno ascoltate, interrogate e ancora ascoltate; Roberta Simini sollecita ognuno a riflettere sul significato autentico della parola “Pasqua“, per non perdere di vista ciò che è essenziale, soprattutto in un’epoca e in un momento storico in cui quasi ogni cosa ti sembra sottoposta alle leggi della moda e della velocità. Quanti hanno il coraggio, oltre che la consapevolezza della verità? Quanti sanno ancora “risorgere“? Essere cristiani significa impegnarsi concretamente, in parole e in azioni, non accomodarsi in formule e frasi tanto ripetute, eppure mai riflettute. Grazie ancora una volta a Roberta di averci opportunamente richiamati a meditare.
Buona Pasqua: due parole che includono tutto, che non hanno bisogno di delucidazioni, due parole in cui l’amore, la pace, la gioia, la fratellanza sono inglobate. Buona Pasqua, Roberta.