La sopravvivenza del comparto lattiero-caseario pugliese è a un bivio decisivo. L’Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentari Ambientali (ALPAA Puglia) ha ufficializzato la propria ferma opposizione all’intesa nazionale che fissa il prezzo del latte a 47 centesimi al litro, giudicandola totalmente inadeguata per la realtà del Mezzogiorno. Il Presidente regionale, Antonio Macchia, sottolinea come i parametri stabiliti al Nord non tengano conto delle criticità strutturali del Sud: logistica complessa, costi energetici superiori e un carburante agricolo che ha raggiunto vette insostenibili. Per evitare la chiusura definitiva di altre realtà produttive, dopo la perdita di oltre 200 stalle negli ultimi cinque anni, l’associazione rivendica un prezzo minimo regionale di 59 centesimi.
Per rispondere a questa crisi, ALPAA ha presentato una “Piattaforma di Rilancio Strategico”, un documento operativo concepito come un cantiere aperto per ridare dignità ai piccoli produttori. Tra i punti cardine figurano l’introduzione di un prezzo alla stalla vincolato per legge alla copertura dei costi reali e la creazione di incentivi a fondo perduto per favorire il ricambio generazionale. L’obiettivo è sostenere la nascita di piccoli caseifici cooperativi e modernizzare gli impianti esistenti, contrastando l’abbandono delle aree interne attraverso lo stanziamento di fondi specifici per abbattere i costi di trasporto.
Il piano punta con decisione anche sulla sostenibilità e l’innovazione. ALPAA promuove la nascita di Comunità Energetiche (CER) e impianti di micro-biogas per rendere le aziende autonome e resilienti di fronte ai rincari dell’energia. Parallelamente, si chiede l’istituzione di una task force regionale contro il “dumping” e le importazioni sleali, garantendo la totale tracciabilità della materia prima attraverso tecnologie blockchain. Una certificazione volontaria del marchio “Latte di Puglia” dovrebbe inoltre premiare chi sceglie modelli di allevamento estensivi, legando indissolubilmente il prodotto al benessere animale e alla tutela dell’ecosistema locale.
Infine, la piattaforma propone una nuova governance della filiera attraverso un tavolo regionale permanente. Questo organismo avrebbe il compito di monitorare mensilmente i margini della trasformazione e le dinamiche della Grande Distribuzione, assicurando trasparenza e contratti etici pluriennali. “Non è solo una questione di cifre, ma di rispetto per il lavoro dei nostri allevatori”, conclude Macchia. La sfida di ALPAA è costruire un’alleanza solida tra produttori e cittadini, rendendo visibile il valore sociale di un settore che rappresenta l’identità e la forza economica dei territori rurali pugliesi.
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