Rinascita o cementificazione? Il caso dell’ex Convento di Barletta divide il Consiglio

Cannito difende la svolta, l’opposizione grida alla speculazione

L’accordo prevede che il Comune ceda nuove volumetrie ai proprietari dei locali sottostanti l’edificio in cambio della loro acquisizione gratuita. Un passaggio tecnico che, secondo il primo cittadino, rappresenterebbe l’unica via percorribile per evitare lunghi contenziosi legali e procedere speditamente all’esproprio. Nelle intenzioni della maggioranza, l’ex convento — che a fine ‘800 ospitò anche un carcere — rinascerà come “atelier dell’arte e dei mestieri”, diventando un polo multifunzionale capace di restituire dignità e decoro urbano a una zona strategica per l’economia locale. Per Gianluca Gorgoglione, capogruppo della lista Cannito, si tratta di un atto di coraggio amministrativo che mette fine a quarant’anni di inerzia.

Di segno opposto la lettura dei dem, guidati dalla capogruppo Rosa Cascella. Secondo il PD, la cessione di circa 8.900 metri cubi di volumetrie ai privati configurerebbe una vera e propria speculazione edilizia mascherata da riqualificazione. L’opposizione punta il dito sulla sproporzione tra la valutazione monetaria iniziale del Comune, pari a 530mila euro, e l’effettivo valore del “cemento” concesso in cambio, chiedendosi perché non siano state esplorate strade alternative meno impattanti per l’urbanistica cittadina. I consiglieri di minoranza hanno inoltre criticato i toni usati dal sindaco in aula, descritti come quelli di una “televendita” mirata a rassicurare una maggioranza apparsa in alcuni momenti esitante.

La replica del sindaco Cannito è stata netta: l’obiettivo primario resta combattere la povertà e il degrado, non fare la guerra alla ricchezza o al legittimo profitto dei privati, purché si raggiunga il bene pubblico della rinascita di Sant’Andrea. Resta però aperta la ferita del dibattito sul consumo di suolo e sulle modalità con cui la città decide di recuperare i propri pezzi di storia. Mentre i lavori si preparano a partire, il clima politico a Barletta resta incandescente, tra la promessa di una rinascita architettonica e il timore di una nuova colata di cemento pronta a occupare gli spazi vitali della comunità.

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Elvira Zammarano

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