Piaghe da decubito: Codici Puglia denuncia le carenze del sistema sanitario

Raffaello Esposito (Codici Puglia): «La dignità dei pazienti fragili non è negoziabile, servono protocolli rigorosi»

Una piaga non solo fisica, ma sociale e assistenziale che colpisce il cuore del sistema sanitario italiano. L’associazione Codici ha avviato ufficialmente la campagna nazionale “La ferita ingiusta”, un’iniziativa di sensibilizzazione e assistenza legale volta a far emergere le gravi irregolarità nella gestione delle lesioni da pressione, comunemente note come piaghe da decubito. Si tratta di una delle problematiche più critiche dell’assistenza clinica, che troppo spesso viene derubricata a fatalità mentre rappresenta, nella maggior parte dei casi, la conseguenza diretta di una carenza di cure adeguate e del mancato rispetto dei protocolli di prevenzione.

«Le persone fragili pagano il prezzo più alto in termini di salute e dignità quando l’assistenza viene meno», ha dichiarato con fermezza Raffaello Esposito, Coordinatore di Codici Puglia. Secondo l’esponente dell’associazione, i protocolli per evitare l’insorgenza di queste ulcere esistono e sono scientificamente efficaci, ma la loro applicazione richiede una sorveglianza costante e personale sanitario specificamente formato. «Troppo spesso questi standard vengono disattesi senza che nessuno ne risponda — ha aggiunto Esposito — e per questo invitiamo i cittadini a segnalare ogni caso di negligenza alla nostra associazione per avviare azioni di tutela concrete».

Il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, ha sottolineato come negli ultimi anni sia stata riscontrata un’attuazione solo parziale, se non del tutto assente, dei percorsi assistenziali obbligatori. La prevenzione delle piaghe da decubito inizia già al momento della presa in carico del paziente, attraverso una valutazione del rischio che deve tradursi in un piano di posizionamento personalizzato, cura quotidiana della cute, idratazione profonda e supporto nutrizionale mirato. Gestire un soggetto a rischio richiede una collaborazione multidisciplinare che coinvolge non solo medici e infermieri, ma anche fisioterapisti e dietisti.

«Un anziano su quattro rischia di soffrire di queste lesioni», ha avvertito Giacomelli, ricordando che minore è l’autosufficienza del malato, maggiore è la probabilità di insorgenza di ulcere gravi e di difficile guarigione. La campagna “La ferita ingiusta” mira proprio a scardinare la rassegnazione dei familiari: quando compare una lesione, non bisogna accettarla passivamente, poiché il rischio di complicazioni settiche o dell’insorgenza di nuove ulcere è elevatissimo. La tempestività dell’intervento è l’unico strumento per evitare che una condizione critica diventi irreversibile.

Codici ha messo a disposizione diversi canali per raccogliere le segnalazioni su tutto il territorio nazionale, garantendo supporto a chiunque ritenga che il proprio caro non abbia ricevuto le cure minime previste dai livelli essenziali di assistenza. È possibile contattare l’associazione telefonicamente al numero 065571996, tramite WhatsApp al 3757793480 o via e-mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.

La battaglia contro “la ferita ingiusta” è una sfida di civiltà che punta a riportare il benessere del paziente al centro delle dinamiche sanitarie, eliminando le zone d’ombra dell’inefficienza.

Per restare aggiornati su eventi, notizie e approfondimenti, visita WideNews su https://www.widenews.it e segui la pagina Facebook ufficiale su [https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb]

Condividi su:
Foto dell'autore

Elvira Zammarano

Lascia un commento