Mola di Bari: disposto rinvio a giudizio per stalker 52enne

Il percorso giudiziario legato a una complessa vicenda di atti persecutori consumatasi a Mola di Bari giunge a un punto di svolta. Il Gip ha formalmente disposto il rinvio a giudizio per un uomo di 52 anni, accusato di aver esercitato una pressione psicologica insostenibile nei confronti dell’ex compagna. Il caso, che ha richiesto un approfondito lavoro investigativo da parte della Procura di Bari, approderà ora davanti ai giudici della Prima Sezione Collegiale, segnando l’inizio di un dibattimento che si preannuncia centrale per la tutela dei diritti individuali sul territorio.

Durante l’udienza preliminare, un segnale forte è arrivato dalla costituzione delle parti civili. L’associazione Gens Nova, da anni punto di riferimento nazionale per il contrasto ai reati che ledono la dignità umana, è stata ufficialmente ammessa nel processo. L’Avv. Antonio La Scala, ha sottolineato come la presenza del sodalizio in aula non sia solo un atto formale, ma una missione volta a garantire che le vittime non restino sole nel rivendicare la propria libertà e sicurezza. La difesa di parte civile è stata affidata all’Avv. Laura Bellanova, che ha seguito le fasi delicate della costituzione, evidenziando la gravità delle condotte contestate.

Il quadro accusatorio ricostruisce mesi di profonda sofferenza per la vittima. Dopo l’interruzione del legame affettivo, la donna sarebbe stata bersaglio di centinaia di contatti telefonici e messaggi, spesso concentrati in pochi giorni per aumentare il senso di soggezione e paura. Agli atti risultano inoltre pedinamenti e appostamenti costanti sotto l’abitazione, azioni che hanno indotto nella donnaun perdurante stato di ansia. Tale condizione ha costretto la vittima a modificare radicalmente il proprio stile di vita, arrivando a necessitare di un supporto psicologico per gestire l’impatto emotivo delle condotte assillanti subite.

Con l’apertura del processo, l’attenzione resta altissima sulla protezione della donna. L’intervento di Gens Nova mira a garantire che ogni aspetto della vicenda venga sviscerato con rigore tecnico, ribadendo che la violenza psicologica e il controllo coercitivo sono reati che la società civile e le istituzioni non possono più tollerare. La prima udienza dibattimentale rappresenterà il momento in cui le prove raccolte dagli inquirenti verranno vagliate nel contraddittorio tra le parti, in un territorio che chiede risposte certe contro ogni forma di prevaricazione.

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Elvira Zammarano

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