Puglia, l’agonia della scuola: 3.000 studenti ‘evaporati’ in un anno e il silenzio delle istituzioni

Il dossier shock di ANIEF: calo record di iscrizioni per il 2026/2027, Taranto e Bari le più colpite

Il sistema scolastico pugliese sta affrontando un’emorragia demografica senza precedenti, un fenomeno che non è più una semplice statistica ma una vera e propria emergenza sociale. Secondo gli ultimi dati relativi all’anno scolastico 2026/2027, la Puglia registra una perdita secca di 3.080 studenti rispetto all’anno precedente, con il numero totale degli iscritti che precipita a 90.612. Si tratta di una flessione che colpisce ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori, delineando il profilo di una regione che sta lentamente rinunciando al proprio futuro. Eppure, nonostante la gravità del quadro, il problema sembra scivolare nell’indifferenza generale, lontano dalle priorità dell’agenda politica regionale.

La scomposizione dei dati operata dal sindacato ANIEF rivela una crisi strutturale che non risparmia nessuno. La scuola primaria perde 950 alunni, mentre la secondaria di primo grado segna un meno 1.008. Il dato più allarmante arriva però dalle scuole superiori, che registrano il calo più consistente con 1.122 iscritti in meno. Non si tratta di fluttuazioni fisiologiche, ma della conferma di un trend di impoverimento che colpisce il cuore del Mezzogiorno. Cesare Antifora, vicepresidente regionale di ANIEF Puglia, lancia un monito che non ammette repliche: “Non si tratta solo di numeri, ma di un segnale chiaro: il territorio si impoverisce demograficamente e socialmente”.

Le province pugliesi mostrano ferite profonde e diversificate. Taranto emerge come la zona più martoriata, con un crollo del 6,76% nella primaria e del 5,67% nelle scuole superiori. Non va meglio a Bari, dove le medie segnano una diminuzione del 4,68%, seguita dalla provincia BAT e da Lecce, dove lo spopolamento scolastico prosegue inesorabile. Questa geografia dell’abbandono riflette una realtà amara: meno nascite, fuga dei giovani verso il Nord o l’estero e una precarietà occupazionale che costringe le famiglie a sradicarsi per cercare fortuna altrove.

Il rischio denunciato da ANIEF non è solo teorico, ma tragicamente concreto. Meno studenti significa meno classi, riduzione drastica degli organici e, nel peggiore dei casi, la chiusura definitiva di plessi scolastici che per molti piccoli comuni rappresentano l’ultimo presidio di legalità e cultura. “Il rischio concreto è quello di assistere a una progressiva riduzione degli organici e alla possibile chiusura di plessi. La scuola non può pagare il prezzo della mancanza di programmazione”, sottolinea con fermezza Antifora. Il sindacato punta il dito contro l’assenza di investimenti strutturali e la mancanza di una visione a lungo termine capace di incentivare la natalità e stabilizzare il lavoro nel Sud Italia.

L’Area Comunicazione di ANIEF Bari/Bat, attraverso la nota di Antonio Speranza, chiede ufficialmente alla Regione Puglia l’apertura immediata di un tavolo di confronto. Non bastano più le dichiarazioni di facciata; serve un piano straordinario che metta al centro il sistema scolastico come motore di rinascita del territorio. ANIEF chiede investimenti che vadano oltre l’edilizia scolastica, puntando sulla qualità dell’offerta e sul sostegno reale alle famiglie, per contrastare uno spopolamento che rischia di trasformare la Puglia in una regione per soli anziani. Il tempo delle analisi è finito: se la politica non interverrà ora, la chiusura delle scuole sarà solo l’ultimo atto di un declino sociale che nessuno sembra voler fermare

Per restare aggiornati su eventi, notizie e approfondimenti, visita WideNews su https://www.widenews.it e segui la pagina Facebook ufficiale su [https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb]

Condividi su:
Foto dell'autore

Elvira Zammarano

Lascia un commento