Violato il divieto di avvicinamento: 39enne bloccato sotto casa dell’ex compagna
La rete di protezione del “Codice Rosso” ha portato al fermo di un 39enne barese, accusato di aver violato sistematicamente le misure cautelari imposte dal Tribunale. L’uomo, già sottoposto al divieto di avvicinamento alla ex convivente, è stato tradito dal braccialetto elettronico applicato alla caviglia, che tra il giorno di Natale 2025 e il Carnevale 2026 ha inviato numerosi segnali GPS alla centrale operativa dei Carabinieri, confermando la sua presenza indebita nei pressi dell’abitazione della vittima.
La vicenda affonda le radici in una relazione deteriorata, culminata nel giugno 2024 in un episodio di estrema gravità: l’uomo avrebbe bloccato fisicamente l’ex compagna, allora al quinto mese di gravidanza, impedendole di allontanarsi in auto e causandole uno stato di stress tale da richiedere un ricovero di cinque giorni al Policlinico di Bari. Nonostante la donna avesse ricostruito la propria vita con un nuovo impiego e una nuova maternità, il 39enne avrebbe continuato a mettere in atto condotte vessatorie, mascherate da divergenze sull’affidamento del figlio minore e sulla gestione del collocamento paritario.
L’ultimo episodio critico si è verificato lo scorso 14 febbraio. Nonostante un temporaneo isolamento della rete che aveva reso inefficace il dispositivo anti-stalking, i militari sono intervenuti su segnalazione dei familiari della donna. L’indagato è stato documentato mentre compiva gesti ostili e intimidatori all’esterno di un bar dove la vittima si trovava con il nuovo compagno. Agli atti dell’inchiesta sono finite anche le dichiarazioni della madre della donna, che ha integrato le precedenti deposizioni descrivendo un clima di tensione insostenibile.
Davanti agli inquirenti, l’uomo ha tentato di giustificare la propria presenza nell’area sostenendo un errore di calcolo nel calendario delle visite al figlio. Tuttavia, il provvedimento giudiziario in vigore è tassativo: il prelievo del minore deve avvenire esclusivamente tramite delega a terzi — in questo caso la zia del bambino — proprio per evitare ogni contatto diretto tra gli ex partner. La reiterazione delle violazioni e il pericolo di escalation hanno spinto l’Autorità Giudiziaria a disporre il fermo, trasformando gli impulsi elettronici del GPS in una prova decisiva per la tutela della vittima.
Per restare aggiornati su eventi, notizie e approfondimenti, visita WideNews su https://www.widenews.it e segui la pagina Facebook ufficiale su [https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb]