Difesa vincente dell’avvocato Antonio La Scala: chiarito il meccanismo dei canoni prefettizi
Si chiude con un’assoluzione con formula piena la lunga odissea giudiziaria che ha visto protagonista un carabiniere di Andria, oggi in pensione. Il Tribunale di Trani ha demolito l’impianto accusatorio che ipotizzava il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione alla gestione di un alloggio di servizio tra il 2016 e il 2019. I giudici hanno stabilito che l’imputato, assistito dall’avvocato Antonio La Scala, non ha commesso il fatto, ponendo fine a un procedimento durato oltre quattro anni e riferito a vicende risalenti a un decennio fa.
Al centro del contenzioso vi era la presunta occupazione indebita di un immobile ad Andria. Secondo la Procura, il militare avrebbe mantenuto l’assegnazione dell’alloggio nonostante avesse trasferito la propria residenza altrove dopo la separazione dalla moglie. L’accusa sosteneva che la permanenza della famiglia nell’abitazione avesse indotto la Prefettura della BAT a corrispondere inutilmente canoni semestrali da 8.737 euro al proprietario privato, configurando un ingiusto profitto a danno dell’erario.
Tuttavia, il dibattimento ha fatto emergere una realtà tecnica radicalmente diversa. La difesa dell’avvocato La Scala ha dimostrato che il pagamento del canone di locazione da parte dello Stato non era vincolato all’effettiva presenza fisica del militare nell’appartamento. L’immobile era infatti locato direttamente all’Arma dei Carabinieri attraverso un contratto istituzionale: la Prefettura era tenuta al versamento dell’affitto in virtù della disponibilità giuridica del bene da parte della caserma, indipendentemente dall’identità dell’occupante o dal suo domicilio anagrafico.
La sentenza di assoluzione «per non aver commesso il fatto» certifica l’assenza di raggiri o artifizi messi in atto dal carabiniere. Il Tribunale ha riconosciuto la trasparenza della condotta del militare sessantenne, escludendo qualsiasi ipotesi di danno erariale derivante da una presunta inerzia comunicativa. Il verdetto riabilita completamente la figura del servitore dello Stato, confermando la legittimità dei rapporti contrattuali tra i privati e le istituzioni preposte alla gestione degli alloggi di servizio in Puglia
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