Un’operazione coordinata dalla Guardia di Finanza di Padova ha sgominato un gruppo criminale che da anni truffava e vessava donne anziane in diverse province italiane. Dall’alba di oggi, più di 70 finanzieri hanno dato esecuzione a misure cautelari, sequestri e perquisizioni, bloccando un sodalizio che aveva accumulato profitti illeciti per circa 2,5 milioni di euro. L’attività, condotta in sinergia con la Procura della Repubblica locale, si concentra sulla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione e sul contrasto a reati di estorsione e riciclaggio.
Dieci persone, tutte italiane, risultano indagate, con cinque soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi. Il capo dell’organizzazione è finito in carcere, mentre due collaboratori più stretti sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Altri due indagati principali hanno obblighi di dimora e di presentazione quotidiana presso la polizia giudiziaria.
Le indagini hanno rivelato un modus operandi consolidato e sistematico. Il gruppo acquistava elenchi di potenziali vittime e operava con venditori porta a porta, che selezionavano anziane sole o pensionate. Le vittime venivano convinte a sottoscrivere contratti di acquisto per prodotti casalinghi presentati come di alta qualità, ma di valore reale molto inferiore. Molti acquisti, costosi e spesso finanziati tramite prestiti, si trasformavano in un pesante impegno economico per le anziane, alcune delle quali hanno ricevuto ripetute visite nel tempo, accumulando spese per decine di migliaia di euro.
Chi si rifiutava di acquistare veniva minacciato con presunti obblighi contrattuali e azioni legali, configurando chiaramente comportamenti estorsivi. In molti casi, le vittime firmavano nuovi ordini solo per sottrarsi alla pressione e alle intimidazioni dei venditori, subendo comunque un danno economico rilevante.
L’indagine ha coinvolto non solo Padova, ma anche altre province italiane, confermando l’estensione nazionale dell’attività criminale. Le ricostruzioni finanziarie hanno documentato profitti ingenti, derivanti da ricarichi fino all’800% e commissioni sui finanziamenti concessi alle vittime. Questi guadagni hanno permesso agli indagati di condurre uno stile di vita lussuoso, con viaggi costosi, ristoranti di alta gamma, abbigliamento firmato e automobili di prestigio come Ferrari, Lamborghini e Bentley.
Secondo la Guardia di Finanza, l’operazione rappresenta un significativo passo avanti nella protezione delle fasce deboli e nel contrasto delle reti criminali che sfruttano persone vulnerabili. Tutti i provvedimenti sono in fase di indagini preliminari e gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a sentenza definitiva.
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