Gelo di inizio anno, campi devastati nella Sibaritide: ora è allarme lavoro
Un improvviso crollo delle temperature ha messo in ginocchio una delle aree agricole più produttive della Calabria e d’Italia. Le gelate che hanno interessato la Sibaritide nei giorni di inizio anno hanno lasciato dietro di sé raccolti compromessi, aziende in difficoltà e un fronte occupazionale sempre più fragile.

I danni si estendono lungo il territorio di Cassano all’Ionio fino alla piana di Sibari, dove vaste superfici coltivate risultano gravemente colpite. Le perdite più consistenti riguardano le produzioni orticole e, soprattutto, gli agrumeti, che rappresentano una delle principali fonti di reddito del comprensorio.
Per misurare direttamente l’impatto dell’evento climatico, nella giornata di ieri tecnici della Regione Calabria hanno effettuato un sopralluogo nelle aree danneggiate, accompagnati dal sindaco Gianpaolo Iacobini e dal vicesindaco Giuseppe La Regina. Durante la visita sono state raccolte segnalazioni da parte di alcuni imprenditori agricoli, utili a delineare il quadro complessivo delle perdite.
Accanto al danno economico immediato, cresce ora la preoccupazione per le ricadute occupazionali. Il blocco o la drastica riduzione delle produzioni rischia infatti di tradursi in meno giornate lavorative per gli operai agricoli, con effetti diretti su centinaia di famiglie che dipendono dal lavoro stagionale nei campi, nella raccolta e nelle attività di confezionamento.
In molte aziende, spiegano fonti locali, la distruzione dei raccolti potrebbe comportare il rinvio o l’annullamento delle assunzioni previste per le prossime settimane. Una situazione che, nelle aree interne e rurali, assume un peso ancora maggiore, considerando la limitata presenza di alternative occupazionali.
L’Amministrazione comunale ha già avviato il percorso amministrativo necessario per ottenere il riconoscimento dell’evento eccezionale, passaggio chiave per attivare misure di sostegno sia alle imprese sia ai lavoratori colpiti indirettamente dalla crisi. Nei prossimi giorni la richiesta formale sarà portata all’attenzione degli organi competenti.
Dal Comune viene sottolineata la necessità di interventi rapidi, non solo per compensare le perdite subite dalle aziende, ma anche per tutelare il tessuto occupazionale, evitando che l’emergenza climatica si trasformi in una crisi sociale più ampia.
Agricoltura e turismo restano i pilastri dell’economia locale. Salvaguardarli, soprattutto dopo eventi estremi come quello appena vissuto, significa difendere lavoro, reddito e tenuta sociale di un intero territorio.
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