Terapia delle ustioni, il Nexobrid e le alternative possibili

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che ha coinvolto diversi giovani italiani tra le vittime e i feriti, ha acceso i riflettori su un problema sanitario nazionale: la disponibilità del farmaco essenziale per il trattamento delle ustioni gravi, il Nexobrid, risulta critica nel nostro Paese. La vicenda solleva interrogativi importanti su come il sistema sanitario italiano possa gestire emergenze simili sul territorio nazionale.

Il Nexobrid, sviluppato dall’azienda israeliana Mediwound e commercializzato in Italia da Mediwound Germany, è un farmaco specifico per le ustioni, utilizzabile solo sotto stretto controllo medico e in centri specializzati. Dal 2012 autorizzato nell’Unione Europea, il farmaco funziona grazie alla bromelina, un enzima estratto dal gambo dell’ananas, che consente di rimuovere i tessuti danneggiati in poche ore, accelerando significativamente il processo di guarigione rispetto ai metodi tradizionali.

In Italia, però, la situazione è complessa. Il dosaggio da 2 grammi ha cessato la commercializzazione definitiva nell’ottobre 2025, mentre quello da 5 grammi presenta problemi produttivi. L’AIFA, nel novembre 2025, ha autorizzato l’importazione di farmaci analoghi dall’estero per far fronte all’emergenza, ma il rischio resta concreto, soprattutto se una tragedia simile a quella di Crans-Montana dovesse verificarsi sul territorio italiano. La carenza riguarda circa 300 farmaci su oltre 3.000 considerati essenziali, sottolineando un nodo strutturale della gestione farmaceutica nazionale.

Secondo il professor Steven Paul Nisticò, ordinario di Dermatologia alla Sapienza Università di Roma, esistono alternative, sia chirurgiche che farmacologiche. La rimozione chirurgica dell’escara (crosta cutanea generata da necrosi cellulare, friabile o dura, causata da ustioni, farmaci, congelamento, infezioni o morsi di serpente), è possibile, ma più lenta e spesso richiede anestesia totale. Altri farmaci proteolitici, come quelli a base di collagenasi, possono sostituire temporaneamente il Nexobrid, ma nessuno raggiunge la stessa rapidità e precisione terapeutica.

La vicenda evidenzia come la disponibilità di farmaci essenziali non sia solo una questione di logistica, ma di sicurezza pubblica. In situazioni di emergenza, la mancanza di strumenti adeguati può avere conseguenze dirette sulla sopravvivenza e sul recupero dei pazienti. La tragedia di Crans-Montana, pur lontana dall’Italia, rappresenta un campanello d’allarme per la gestione delle scorte, l’organizzazione dei centri specializzati e la prevenzione dei rischi nei casi di ustioni gravi.

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Elvira Zammarano

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