Le Crocerossine d’Italia ETS – Sezione di Bari promuovono un momento di riflessione con studiosi, giuristi e religiosi nel convento affacciato sul mare di Giovinazzo.
Un confronto necessario, in un luogo carico di storia e simbolismo. È questo il senso dell’iniziativa organizzata dall’Associazione Crocerossine d’Italia ETS – Sezione di Bari, che ha scelto la suggestiva Sala Conferenze del Convento francescano di Giovinazzo – affacciato sul mare dal quale San Francesco salpò per la Terra Santa – per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza di genere.
L’evento, nato dalla collaborazione con i Padri Cappuccini e con l’Associazione Gens Nova, si propone come un momento di riflessione profonda, capace di intrecciare l’analisi culturale con l’impegno sociale e la testimonianza spirituale. L’incontro si apre con i saluti istituzionali di Grazia Andidero, responsabile della Sezione di Bari, da sempre attiva nel promuovere iniziative di sensibilizzazione e supporto rivolte alla comunità.
Cuore del programma è l’intervento della Presidente Nazionale Santa Fizzarotti Selvaggi, che guiderà una riflessione originale attraverso la figura di Medea di Euripide e la fiaba di Barbablù: due narrazioni antiche che continuano a parlare dell’abuso di potere, del dominio psicologico e della distruttività che ancora oggi caratterizzano la violenza di genere. Un approccio culturale e simbolico che permette di leggere il fenomeno oltre le statistiche, riportando al centro la dimensione umana e relazionale.
A moderare l’incontro sarà Padre Mariano Bubbico, frate cappuccino e psicologo, la cui esperienza unisce competenza professionale e profondità spirituale. La sua presenza contribuisce a dare all’iniziativa un tono di accoglienza e ascolto, elementi fondamentali nei percorsi di contrasto alla violenza.
La partecipazione dell’avvocato pugliese Antonio La Scala, noto penalista e attivista contro ogni forma di sopruso, aggiunge all’incontro una prospettiva giuridica essenziale per comprendere le responsabilità sociali e le necessità di tutela per le vittime.
L’appuntamento a Giovinazzo diventa così un invito a trasformare la memoria della violenza in un impegno concreto. Un’occasione per riscoprire la forza del dialogo e della comunità, in un luogo che continua a essere simbolo di pace e cammino.
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