L’arte come memoria di Gaza: nella Torre di Pietramontecorvino le ceramiche “ferite” di Salvatore Lovaglio


Una mostra potente e simbolica ricrea l’annichilimento culturale della Striscia e dialoga con le fotografie di Alessio Mamo esposte nei borghi dei Monti Dauni

La guerra non cancella soltanto le vite: distrugge anche ciò che testimonia la storia di un popolo. È da questa consapevolezza che nasce “Paesaggi inimmaginabili”, la mostra dell’artista Salvatore Lovaglio allestita nella suggestiva Torre Normanna di Pietramontecorvino (Fg), dove l’autore ha scelto di ricreare – attraverso sculture e dipinti – l’annichilimento culturale che continua a colpire Gaza.

La città martoriata, sepolta da mesi di bombardamenti, ha trascinato con sé nelle macerie anche le opere dei ceramisti palestinesi, travolte e sotterrate sotto crateri di cemento e polvere. Lovaglio ha deciso di dare forma a quella perdita culturale, immaginando e modellando ex novo ceramiche “ferite”, corrose dal fuoco e segnate dalla cenere, accostandole a manufatti originali provenienti dalla Palestina. Un gesto artistico che diventa denuncia: come se il museo temporaneo creato all’interno della torre medievale custodisse ciò che la guerra, con ferocia, cerca di cancellare per sempre.

L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Rocchetta Sant’Antonio in collaborazione con l’Amministrazione di Pietramontecorvino, all’interno del programma delle residenze artistiche dei Monti Dauni, finanziate dal PNRR – Linea Borghi, con l’obiettivo di rigenerare e valorizzare i piccoli centri attraverso la cultura. Nel progetto sono stati coinvolti, oltre a Lovaglio, artisti come Sergio Michilini e altri protagonisti di laboratori creativi nei comuni del territorio.

La mostra si sviluppa attorno al concetto di “inimmaginabile”: ceramiche spezzate e bruciate, ma anche dipinti dominati dal rosso e dal nero, colori che richiamano esplosioni, ferite, ombre di devastazione. Ogni forma racconta un pezzo di ciò che non può essere ignorato.
«Ho pensato alla ciotola – spiega Lovaglio – come simbolo della cultura palestinese, non per ridurre la tragedia delle vite spezzate, ma per rappresentare il tentativo di annullare una civiltà. La sua fragilità diventa un emblema dell’impotenza davanti alla distruzione».

L’esposizione è visitabile su prenotazione, contattando la Pro Loco di Pietramontecorvino al 351.6859320.

A dialogare idealmente con l’opera di Lovaglio ci sono anche le fotografie monumentali di Alessio Mamo, fotoreporter di fama internazionale. Le sue immagini – scattate lo scorso 5 agosto durante un lancio aereo di cibo e medicinali sulla Striscia e pubblicate dal Guardian – sono esposte in formato 2×3 metri nelle piazze di Pietramontecorvino, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Castelnuovo della Daunia.

La campagna, intitolata “Il mondo guarda a Gaza” e promossa dal Foto Club Monti Dauni, affida alle immagini il peso della testimonianza. Le fotografie, sospese tra cielo e terra, restituiscono lo shock di un territorio che continua a chiedere attenzione, rispetto e memoria. «Lasciano parlare ciò che accade», spiegano gli organizzatori.

Insieme, la mostra di Lovaglio e le installazioni fotografiche di Mamo trasformano i borghi dei Monti Dauni in un luogo di riflessione collettiva. Un invito a guardare Gaza senza distogliere lo sguardo, riconoscendo nell’arte un mezzo per trasmettere ciò che parole e dati non sempre riescono a raccontare.

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Anna Caprioli

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