Truffe telefoniche 2.0: dopo le banche, i cybercriminali colpiscono anche le compagnie telefoniche

L’associazione Codici denuncia un nuovo schema di frode che sfrutta i dati degli utenti e finti operatori per carpire codici via SMS. “Serve più vigilanza e consapevolezza

Non solo le banche. Ora i truffatori digitali prendono di mira anche le compagnie telefoniche, sfruttando con abilità psicologica e strumenti digitali la fiducia degli utenti.
È quanto emerge da una nuova segnalazione ricevuta dall’associazione Codici, che ha deciso di rendere pubblica la vicenda per sensibilizzare i consumatori e spingere le autorità a un intervento urgente.

Il caso riguarda un cliente di una nota compagnia di telefonia mobile che, dopo aver contattato il servizio clienti per un disservizio, è caduto nella trappola di un finto operatore.
Dopo alcuni giorni, l’utente è stato richiamato da un numero apparentemente legittimo: dall’altra parte, una donna che si presentava come addetta all’amministrazione dell’azienda, con tanto di riferimento all’offerta realmente attiva sul suo contratto.
Un dettaglio che ha disarmato ogni sospetto. La voce familiare, unita alle informazioni credibili, ha spinto il cliente a fornire un codice ricevuto via SMS. Solo dopo pochi istanti si è accorto che il messaggio proveniva da un numero associato a un’altra società, e ha bloccato la chiamata prima che fosse troppo tardi.

Un episodio che, come sottolinea Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, “rappresenta un’evoluzione preoccupante del phishing”.
“Siamo abituati alle truffe bancarie o ai finti operatori – spiega – ma ora il pericolo si sposta su un terreno nuovo, quello delle telecomunicazioni. Il fatto che i truffatori conoscano i dati reali dei clienti lascia intendere una falla grave nei sistemi di sicurezza”.

L’associazione intende portare il caso all’attenzione di Agcm e Agcom, perché il sospetto è che lo schema sia già stato replicato con altre società.
“Vogliamo capire – aggiunge Giacomelli – come sia stato possibile che dati così sensibili finissero nelle mani sbagliate. Il codice richiesto potrebbe essere stato usato per attivare nuovi account o servizi a nome dell’ignaro utente. È indispensabile un controllo più rigoroso da parte delle aziende coinvolte”.

La denuncia di Codici si inserisce in un quadro più ampio di crescente vulnerabilità digitale: ogni giorno, decine di cittadini ricevono chiamate o messaggi da presunti operatori che chiedono codici, credenziali o conferme di pagamento.
La raccomandazione dell’associazione è chiara: non fornire mai codici via telefono e, in caso di dubbio, contattare direttamente il servizio clienti ufficiale della propria compagnia.

“Questa vicenda – conclude Giacomelli – dimostra quanto sia urgente rafforzare la cultura della sicurezza digitale e verificare sempre l’identità dell’interlocutore. Un semplice codice può trasformarsi in un’arma nelle mani dei cybercriminali”.

I consumatori che sospettano di essere stati vittima di una truffa telefonica possono chiedere assistenza legale all’associazione Codici:
Telefono: 065571996
WhatsApp: 3757793480
Email: segreteria.sportello@codici.org

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Elvira Zammarano

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