Sanità pugliese al bivio: Cas Art. 32 sfida i candidati presidenti a un confronto reale sulla salute dei cittadini

L’appello di Cas Art. 32: «Basta slogan e promesse. È il momento di affrontare le criticità del sistema sanitario con coraggio e soluzioni concrete»

Nessuna promessa elettorale può sostituire un diritto costituzionale. È questo il messaggio che l’associazione Cas Art. 32, nata per tutelare la salute pubblica e denunciare le disfunzioni del sistema sanitario pugliese, rivolge ai quattro candidati alla presidenza della Regione Puglia.
Con un appello diretto e privo di retorica, il presidente Francesco Fragola chiede ai politici in corsa di abbandonare gli slogan e di confrontarsi apertamente con i cittadini sul tema più urgente e condiviso: la sanità pubblica.

«Stiamo ascoltando tante parole, ma poche soluzioni», denuncia Fragola. «Vogliamo capire se chi chiede fiducia ai pugliesi si renda conto della realtà drammatica che vivono migliaia di persone, costrette ad attendere mesi per una visita o a rinunciare alle cure».
L’associazione invita Antonio Decaro, Luigi Lobuono, Sabino Mangano e Ada Donno a partecipare a un incontro pubblico, “guardando negli occhi i cittadini”, per discutere delle vere priorità: liste d’attesa, accessibilità ai servizi, equità sanitaria.

Cas Art. 32 non chiede promesse, ma un impegno concreto: la stesura di un documento comune con interventi realizzabili, fondati su dati, esperienze e buone pratiche.
L’obiettivo è costruire un sistema sanitario più equo e inclusivo, capace di garantire diritti uguali per tutti, soprattutto per le fasce più deboli.
«Siamo pronti a collaborare – spiega Fragola – ma chiediamo ai candidati di avere il coraggio di trasformare i proclami in fatti. Basta proclami nei social e promozioni patinate: la salute non è un argomento da campagna elettorale, è una responsabilità collettiva».

Tra le proposte dell’associazione, spicca l’idea di una legge regionale che imponga a ospedali, Asl e dipartimenti sanitari di esporre l’Articolo 32 della Costituzione in modo ben visibile, nelle aree Cup, sui portali informativi e persino nei messaggi vocali dei centralini.
Un gesto simbolico ma dal valore educativo e civico enorme, pensato per ricordare che il diritto alla salute è “fondamentale e inviolabile”.
«Serve un richiamo quotidiano – sottolinea Fragola – che renda consapevoli cittadini e operatori del significato di quell’articolo, troppo spesso dimenticato o ignorato».

L’associazione punta inoltre a ridurre drasticamente le liste d’attesa, potenziare la medicina territoriale e rendere più trasparenti i processi di prenotazione e accesso ai servizi.
«Abbiamo raccolto centinaia di testimonianze e richieste d’aiuto – racconta Fragola –. Non servono miracoli, ma ascolto e gestione. Le soluzioni esistono, basta la volontà politica di applicarle».

Una nota finale riguarda il comportamento di alcuni candidati al Consiglio regionale che, invitati a un confronto pubblico nel quartiere Libertà di Bari, hanno preferito disertare l’incontro.
«Chi evita il dialogo con i cittadini tradisce lo spirito democratico della politica», commenta Fragola con amarezza. «Se davvero vogliamo una Puglia migliore, dobbiamo cominciare dal rispetto del confronto e dalla responsabilità verso chi vive ogni giorno i disagi della sanità pubblica».

Un richiamo che suona come un monito e un auspicio: non c’è sviluppo senza salute, e non c’è salute senza impegno concreto.

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Elvira Zammarano

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