Elezioni in Puglia, il “caso Decaro” apre lo scenario per la successione

L’ex sindaco di Bari Antonio Decaro si sfila dalla corsa alla presidenza della Regione, generando un braccio di ferro interno al centrosinistra e aprendo la strada a nuove alleanze e candidati

Il quadro politico pugliese si complica in vista delle elezioni regionali del 2025. La decisione dell’europarlamentare Antonio Decaro di non candidarsi alla presidenza della Regione, se l’attuale presidente Michele Emiliano o Nichi Vendola dovessero correre per un seggio in Consiglio, ha scosso profondamente gli equilibri del centrosinistra. Una scelta che, secondo i “beninformati”, nasconderebbe un’ambizione ancora più grande: la leadership del Partito Democratico a livello nazionale.

La corsa di Decaro sembrerebbe giunta a una battuta d’arresto già dopo il vertice con Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione del Pd. A Decaro sarebbe stato chiarito che il partito non lo aveva mai investito della candidatura e che non poteva porre veti. Il suo presunto sogno di “governare in totale libertà” in Puglia, senza l’ingombrante presenza dei suoi predecessori, si scontra così con una realtà politica che si preannuncia più complessa di quanto avesse previsto. Se questa sua mossa sia un tentativo di smarcarsi definitivamente o un modo per testare la sua forza a livello nazionale resta da vedere, ma il tempo stringe. La decisione definitiva è attesa entro due settimane.

Le alternative nel centrosinistra e l’incognita centrodestra

Con il presunto passo indietro di Decaro, il centrosinistra si trova a dover affrontare il vuoto lasciato da un candidato considerato tra i favoriti. Già tre nomi sarebbero pronti a subentrare: la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, il vice di Emiliano, Raffaele Piemontese, e l’ex assessore Alessandro Delli Noci. Questi ultimi due, in particolare, godono dell’appoggio del governatore uscente, che spinge per una soluzione che garantisca una continuità.

Nel frattempo, il centrodestra, pur non avendo ancora un candidato ufficiale, non sta a guardare. Il nome del viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto è il più accreditato per guidare la coalizione, soprattutto se il centrosinistra non dovesse trovare un’intesa unitaria. La sua candidatura, tuttavia, dipenderebbe dall’esplicita richiesta di Giorgia Meloni e Antonio Tajani. L’avvocato penalista e coordinatore di Forza Italia a Bari sarebbe chiamato a un ruolo di “immolazione” politica, con l’obiettivo di spodestare la coalizione di centrosinistra che guida la Regione da quasi vent’anni.

L’incertezza regna sovrana e l’intera situazione solleva una domanda cruciale: in un momento di stallo politico, la mossa di Decaro è un segno di audacia o di eccessiva ambizione? E il centrodestra, saprà cogliere questa occasione per presentare un’alternativa forte e unita al governo della Regione?

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Elvira Zammarano

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