Le condizioni poste da Antonio Decaro per la candidatura a governatore della Puglia mettono a rischio l’alleanza tra Pd e Alleanza Verdi Sinistra, generando tensioni e ironie politiche.
Il dibattito sulla candidatura di Antonio Decaro a governatore della Puglia è uscito dai confini regionali per diventare un vero e proprio caso politico nazionale. La sua richiesta di non voler correre insieme a Michele Emiliano e Nichi Vendola ha innescato una reazione a catena che rischia di compromettere il fragile equilibrio tra il Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra (AVS). Un’alleanza cruciale per il futuro del centrosinistra a livello nazionale.
La posizione di Decaro, che si presenta quasi come un “osservatore esterno” del sistema che ha contribuito a costruire, suona a molti come una mossa audace. “Decaro – affermano i senatori di Fratelli d’Italia Zullo e Melchiorre – è simbolo di continuità con Emiliano e con Vendola. L’avete mai visto redarguire Emiliano sulle sue azioni politiche? Mai perché è stato sempre in piena condivisione.” La sua dichiarazione, se da un lato lo posiziona come una figura di rottura, dall’altro crea una palese contraddizione.
Le liste: un nuovo campo di battaglia
La crisi in atto ha portato alla luce le divergenze interne alla coalizione. Nicola Fratoianni (SI) e Angelo Bonelli (Verdi) hanno espresso il loro forte disappunto per le prese di posizione di Decaro, sottolineando che “nessuno all’interno della coalizione può dire, in casa altrui, chi candidare e chi no.” La discussione, per loro, è “incredibile e surreale”, con il rischio di compromettere un’alleanza indispensabile per la segretaria Elly Schlein.
Dietro la facciata del dibattito, c’è un braccio di ferro che va oltre la Puglia. Con le elezioni regionali che si profilano all’orizzonte (si parla di voto a novembre), i vertici dei partiti sono in allerta, consapevoli che il caso potrebbe essere un banco di prova per gli equilibri futuri. Nel frattempo, i critici non risparmiano frecciate: il gruppo regionale di Fratelli d’Italia parla di “infantilismo politico del centrosinistra”, mentre il capogruppo di Forza Italia Paride Mazzotta definisce l’atteggiamento di Decaro come una “profonda ingratitudine e immaturità”.
La situazione rimane in stallo, con il rischio concreto che lo scontro tra i “big pugliesi” danneggi tutti i contendenti, mentre il centrodestra osserva con attenzione, sicuro di poter offrire un’alternativa unita e credibile.