La Teologia di Roberta Simini – Dalla legge terrena all’etica eterna”: Chi mi ha costituito Giudice tra voi?”

La Teologia di Roberta Simini spiega che l’insegnamento del Vangelo sfida il materialismo e il tempo

Luca (12, 13-21) ci racconta che un giovane si avvicinò a Gesù per chiederli di dire al fratello di dividere l’eredità con lui. Una richiesta in fondo legittima, nonché usuale per il mondo giudaico. Il rabbino, il maestro interveniva nelle questioni legali dei discepoli, d’altronde la Torah stessa contiene una serie di leggi che regolano i rapporti familiari, economici e amministrativi del popolo. Non solo norme morali e religiose in senso proprio, ma in generale giuridiche, riguardanti la società nel suo complesso. Si pensi ai libri: Levitico e Deuteronomio (letteralmente Nuova legge).

Gesù non detta norme giuridiche, non ha la pretesa di organizzare i rapporti giuridici della popolazione, per questo ci sono i politici, gli amministratori della giustizia, Gesù detta delle norme di comportamento valide per ogni uomo, ad ogni latitudine e in ogni tempo. Questa è la grandezza dei Vangeli, del Suo insegnamento che non sarà mai superato dai tempi.

Un insieme di norme giuridiche precise, come nel Corano, comporta “l’igessamento” di una società ai tempi in cui viene formulato, ma la società si evolve, si pensi alla posizione della donna nelle società del passato e oggi. Ritenuta per secoli incapace di apprendere, di produrre cultura, scienza, di poter curare e guarire, di pensare, e che ha dimostrato invece di essere all’altezza dei compiti più complessi. Un sistema di norme che releghino la donna alla cura esclusiva del focolare domestico, oggi, è impensabile nella nostra società, non così nei paesi dove vige un integralismo religioso, dove le scritture sacre contengono regole precise e inviolabili.

Gesù ci consegna una immensa libertà, pur lasciandoci una dottrina esigente molto più di altre, dal punto di vista umano.

È una nuova umanità, che si apre all’altro, indipendentemente dal sesso, dall’età, dallo stato sociale, che vede il volto del Creatore in ogni essere umano, che estende la pietà a tutti gli esseri, condannando la crudeltà, la mancanza di rispetto per la natura, per l’ambiente.

Gesù dà delle prescrizioni esigenti, ma di fondo, che toccano l’essere umano nella sua essenza: molte di queste sono nella Bibbia, ma Gesù le porta alle estreme conseguenze. Ama il prossimo tuo come te stesso, diventa perdona le offese, rifuggi dalle liti, accordati con chi ti contende qualcosa prima di arrivare al giudizio, sii generoso con chi chiede, rispettoso con chi ti ha dato la vita, non attaccare il cuore alle cose di quaggiù, accumula piuttosto un tesoro nel cielo, non dividere la tua mensa solo con chi potrà ricambiare, ma accogli l’’indigente, il semplice, il povero.

Sembrano semplici comandi, ma non lo sono affatto, non sono soggetti ai tempi e ai luoghi, sono eterni, profondi, impegnativi.

Ma qual è il corollario di ciò: fuggi dalla cupidigia, dallo sfruttare il prossimo, dal disamore, dalla prepotenza, dai rapporti di servitù e comando.

Gesù chiarisce il valore delle sue parole con un esempio: Un tale che aveva tanti campi coltivati ebbe un raccolto abbondante e godendone in cuor suo pensò: costruirò magazzini più grandi e vi conserverò tutti i miei beni, poi vivrò la mia vita nell’abbondanza godendo di tutto ciò.

Ma Gesù fa notare che non sappiamo quanto la nostra vita durerà e che la stessa potrebbe esserci richiesta in qualunque momento, che ne sarà quindi dei tanti beni accumulati?

L’egoismo non garantisce la felicità, chi non crede in un Regno di Dio, dove sarà chiesto conto di come abbiamo condotto la nostra esistenza, può pensare che accumulare beni sia la fonte della sicurezza e della serenità. Non è così, però, se i miliardari dominatori del mondo, se i membri delle lobbies che affamano i popoli pensassero di dover un giorno rendere conto della loro cupidigia, forse ne uscirebbero ridimensionati. Nessuno è padrone della propria vita.

Per ulteriori informazioni, visitare e seguire le piattaforme di informazione WideNews, disponibile al link https://www.widenews.it/ e la pagina Facebook https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWebb.

Condividi su:
Roberta Simini

Roberta Simini

1 commento su “La Teologia di Roberta Simini – Dalla legge terrena all’etica eterna”: Chi mi ha costituito Giudice tra voi?””

  1. Come sempre, le osservazioni di Roberta Simini offrono ampi spazi di riflessione.
    l’articolo, partendo dal passo di Luca (12, 13-21), evidenzia come Gesù non si occupi di questioni pratiche o giuridiche, compito riservato a politici e giudici, ma insegni “norme di comportamento valide per ogni uomo, ad ogni latitudine e in ogni tempo.” Questa universalità è la vera grandezza del Vangelo, capace di attraversare i secoli mantenendo intatta la sua attualità.

    Si coglie con rilievo l’osservazione sull’“ingessamento” sociale provocato da sistemi normativi rigidi e immutabili, come quelli del Corano, che tendono a cristallizzare la realtà impedendo l’adattamento all’evoluzione culturale e sociale. In questo senso, il messaggio di Gesù si distingue per la sua flessibilità e portata universale, offrendo principi etici capaci di trasformare ogni tempo e cultura senza perdere la propria efficacia.

    È proprio in questa proposizione che emerge la grandezza di Gesù, che “ci consegna una immensa libertà, pur lasciandoci una dottrina esigente.” Tale libertà si traduce in un’apertura accogliente “indipendentemente dal sesso, dall’età, dallo stato sociale,” riconoscendo “il volto del Creatore in ogni essere umano.”

    Le “prescrizioni esigenti” di Gesù, come “ama il prossimo tuo come te stesso” e “diventa perdona le offese,” sono, pur nella loro apparente semplicità, profondi e impegnativi imperativi morali, che sfidano ogni tempo e luogo, superando persino molte leggi scritte.

    La parabola finale dell’uomo ricco rappresenta un monito chiaro e deciso: l’accumulo di beni ( espressione dell’umano egoismo), senza apertura e condivisione, non può regalare la felicità. Il testo ricorda con forza che “nessuno è padrone della propria vita” e invita a meditare su chi, pur avendo dominato con cupidigia, sarà un giorno chiamato a rispondere delle proprie azioni.

    Rispondi

Lascia un commento