Sasso (Lega) attacca il M5S, da “Onestà” a “Omertà” sui casi Aprile di Foggia
l deputato leghista Rossano Sasso solleva dubbi sulla trasparenza del Movimento 5 Stelle, denunciando affidamenti diretti del Comune di Foggia a familiari dell’assessore pentastellata Lucia Aprile,paragonando il silenzio attuale al passato garantismo
La Lega torna all’attacco sulla questione morale nel campo largo, puntando il dito, questa volta, contro il Movimento 5 Stelle. Il deputato leghista Rossano Sasso ha scagliato dure critiche in merito a presunti affidamenti diretti da parte del Comune di Foggia ad aziende legate alla famiglia dell’assessore pentastellata Lucia Aprile. L’episodio solleva interrogativi sulla coerenza dei principi di trasparenza e onestà, da sempre sbandierati dal M5S.
“Ancora una volta il campo largo è alle prese con la questione morale,” ha dichiarato Sasso. “Ora, però, ad essere coinvolti non sono politici del Pd come accaduto a Prato e a Milano, ma del M5S “, e fa riferimento a due casi specifici avvenuti nel capoluogo dauno.
Secondo Sasso, l’azienda della sorella dell’assessore Lucia Aprile avrebbe ricevuto dal Comune di Foggia un affidamento diretto del valore di 150 mila euro per lavori di arredo urbano. Già a dicembre, un altro affidamento diretto, questa volta di 20 mila euro, sarebbe andato al fratello dell’Aprile per la realizzazione di un villaggio di Babbo Natale. Quest’ultimo episodio, in particolare, ha suscitato perplessità poiché, a detta di Sasso, un’azienda siciliana avrebbe offerto lo stesso servizio a un costo inferiore.
Il deputato della Lega pur ammettendo che ” è tutto legale, nonostante qualcuno abbia lamentato vizi procedurali sull’affidamento più corposo, quello dei 150 mila euro, ma non è questo il punto.” Il cuore della sua critica si sposta sulla presunta ipocrisia: “I sedicenti campioni della legalità e della moralità che ci hanno da sempre abituati a battaglie giustizialiste e a richieste ossessive di trasparenza, oggi invece si riscoprono garantisti e buonisti con la ‘casta’ e i parenti della stessa. Spietati con gli altri ma quando ad essere coinvolti sono alleati o propri esponenti, allora tutti zitti.”
Sasso non si ferma, allargando il raggio delle sue critiche al presunto silenzio del M5S anche su altre vicende che hanno coinvolto alleati politici. “Zitti sui fatti di Prato, muti e accucciati su quanto sta accadendo a Milano e al potente Sala, perplessi e rassegnati sulla loro compagna di partito a Foggia.” Il deputato leghista solleva una serie di domande incalzanti: “Ma come è possibile che ci siano stati per ben due volte affidamenti diretti alle aziende di famiglia di una politica pentastellata?” E aggiunge che “addirittura sembrerebbe coinvolto negli affidamenti diretti del Comune anche una terza persona, legata all’assessore Aprile, ma sarebbero in corso verifiche.”
La questione per Sasso si estende oltre i singoli casi, toccando la gestione della cosa pubblica a Foggia. “Ma a Foggia – ha incalzato Sasso – si fa amministrazione della cosa pubblica o gestione privata della stessa?” L’attacco finale è rivolto direttamente ai vertici del Movimento: “Il sindaco di Foggia e i parlamentari del M5S, non hanno niente da dire? E il foggianissimo leader del M5S Giuseppe Conte, non ha niente da dire? Il grido ‘onestà onestà’ di ieri, oggi è diventato ‘omertà omertà’?”
La polemica, lanciata dal deputato della Lega, mette in discussione i pilastri fondativi del Movimento 5 Stelle, sollevando un velo su dinamiche che, se confermate, potrebbero minare la credibilità politica del partito e dei suoi rappresentanti
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