Maxi confisca dei Carabinieri a Terlizzi
Carabinieri colpiscono il patrimonio illecito di un pregiudicato legato al narcotraffico per oltre mezzo milione di euro.
Un’operazione di vasta portata contro le ramificazioni economiche della criminalità organizzata ha visto protagonisti, nelle prime ore della mattinata, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari con un’ esecuzione di decreto di confisca, emanato dal Tribunale di Bari – Sezione Misure di Prevenzione – su precisa richiesta della Procura della Repubblica di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).
Il provvedimento ha riguardato il patrimonio di un individuo di 46 anni residente a Terlizzi, già noto alle forze dell’ordine per precedenti condanne inerenti al traffico di sostanze stupefacenti e ritenuto un elemento di vertice del temuto clan Dello Russo, la cui influenza criminale si estende su Terlizzi e le aree limitrofe.
L’azione odierna rappresenta l’epilogo di un’articolata indagine patrimoniale condotta con meticolosità dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari. Le risultanze investigative, pienamente accolte dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – di Bari nell’ordinanza di confisca (pur rimanendo aperta la fase di valutazione con il contributo della difesa), hanno delineato in modo inequivocabile come il pregiudicato, avvalendosi dell’interposizione fittizia della propria consorte, fosse il reale dominus di beni di origine illecita. Tali beni, la cui provenienza delittuosa è stata accertata dagli inquirenti, erano già stati oggetto di un sequestro preventivo datato 7 novembre 2022, raggiungendo una valutazione complessiva che supera la ragguardevole cifra di 500.000 euro.
Al patrimonio sottratto alla disponibilità del clan, si annoverano quattro unità immobiliari di notevole valore. Tra queste spiccano due ville di lusso, caratterizzate da finiture di pregio e ampi spazi, ubicate nel territorio di Terlizzi. Oltre al patrimonio immobiliare, il decreto di confisca ha riguardato anche denaro contante per un ammontare di 7.500 euro e due orologi di alta gamma, nello specifico due modelli Rolex Datejust, simboli di ricchezza e potere.
La complessa e certosina attività investigativa condotta dai Carabinieri ha permesso di ricostruire, con un elevato livello di dettaglio, le modalità operative attraverso le quali il pregiudicato, il cui coinvolgimento in attività illecite risale addirittura agli anni ’90, ha sistematicamente provveduto a “ripulire” e reimpiegare i proventi derivanti dai suoi traffici illeciti.
Questa operazione di riciclaggio avveniva spesso con la complicità di suoi stretti congiunti. Un elemento che ha insospettito gli investigatori è la marcata discrepanza tra il tenore di vita elevato dell’indagato e il suo reddito medio annuo dichiarato al fisco, che si attestava su una cifra esigua di circa 7.700 euro nel lungo periodo compreso tra il 1998 e il 2019. Come è stato possibile accumulare un patrimonio di tale entità con introiti così limitati? Questa è una delle domande chiave che ha guidato l’inchiesta.
L’operazione odierna si configura come un tassello fondamentale all’interno di un più ampio scenario investigativo che, nel marzo del 2023, aveva già portato al sequestro di beni per un valore di oltre 20 milioni di euro riconducibili a Roberto Dello Russo, ritenuto dagli inquirenti il capo indiscusso dell’omonimo clan che esercita la sua influenza criminale nel tessuto sociale ed economico della zona.
Questo significativo risultato conseguito oggi – frutto di una proficua collaborazione tra la magistratura inquirente e le specializzate componenti investigative dell’Arma dei Carabinieri, attive nello specifico e delicato settore delle indagini patrimoniali – rappresenta una ulteriore e tangibile conferma dell’efficace azione di contrasto che lo Stato sta attuando nei confronti della criminalità organizzata.
Tale azione non si esaurisce in una costante opera di prevenzione e repressione dei reati, ma si avvale anche di indagini finanziarie e patrimoniali condotte con attenzione e scrupolo. Questi strumenti si rivelano di importanza fondamentale per fronteggiare le nuove e sempre più sofisticate forme di manifestazione delle associazioni di tipo mafioso, che spesso cercano di occultare i proventi illeciti attraverso complesse operazioni finanziarie e intestazioni fittizie di beni.
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Maxi confisca dei Carabinieri a Terlizzi