Scuola e precariato
Migliaia di docenti protestano e chiedono lo scorrimento delle graduatorie.
La manifestazione porta alla luce le criticità del sistema. Sarà ascoltata la loro voce?
Migliaia di docenti idonei del concorso Pnrr 2023 si sono riuniti per protestare davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale. Nonostante abbiano superato le procedure concorsuali del 2020 e 2023, gli insegnanti si trovano ancora intrappolati in una situazione di precarietà, lontani da una stabilizzazione concreta.
La frustrazione dei docenti è palpabile e “Non basta più l’ottimismo”, dicono. Queste sono le parole che riecheggiano con forza nelle strade di Bari. Le graduatorie di merito del concorso del 2020 sono colme di idonei in attesa di uno scorrimento che sembra non arrivare mai. Un’attesa che si protrae da oltre tre anni. Ma il problema si amplifica con i concorsi Pnrr del 2023, che non offrono nemmeno una graduatoria trasparente. Le posizioni visibili restano riservate a pochi vincitori, lasciando nell’incertezza migliaia di idonei.
Durante la manifestazione, che ha avuto luogo anche in altre città, i docenti hanno denunciato il “paradosso” della loro situazione. “Esiste una possibilità di assunzione immediata e senza costi aggiuntivi per lo Stato”, sostengono con determinazione. Le loro richieste sono chiare: un piano di reclutamento che rispetti le legittime aspettative di chi ha dimostrato di meritare l’immissione in ruolo.
Ezio Falco, segretario generale della Flc-Cgil Puglia, ribadisce l’impegno del sindacato nel sostenere la causa dei docenti. “È ora di cambiare rotta. Stabilità del personale e organici adeguati sono essenziali per garantire qualità al sistema pubblico di istruzione”, afferma Falco. Ma perché, nonostante le proteste, la situazione sembra peggiorare?
In Puglia, come nel resto d’Italia, le graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) avanzano a rilento, trasformandosi in una giungla burocratica. I docenti devono destreggiarsi tra titoli abilitanti, contenziosi e riconoscimenti esteri, una situazione che alimenta un mercato sempre più speculativo sulla formazione.
La manifestazione di ieri aveva l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’urgenza di interventi immediati. Perché l’accesso ai percorsi abilitanti è diventato così limitato e oneroso? Questo non fa che alimentare il precariato, aumentando la frustrazione tra i docenti.
Durante il sit-in, una delegazione di precari idonei e rappresentanti sindacali è stata ricevuta dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia. L’incontro ha portato alla consegna di un documento rivolto al Ministero dell’Istruzione, contenente le ragioni della protesta.
Ezio Falco sottolinea come la situazione, nonostante le continue proteste dalla scorsa estate, non sia migliorata. Anzi, le recenti decisioni del Governo sembrano aver aggravato la condizione dei docenti idonei e dei precari. Lo scorrimento delle graduatorie è ostacolato da tagli agli organici e dall’innalzamento dell’età pensionabile, due provvedimenti fortemente criticati.
Molto contestata è anche la sanatoria per i contenziosi sui titoli di sostegno conseguiti all’estero. “Indire”, l’agenzia formativa del ministero, ha il compito di realizzare un minicorso per rendere questi titoli definitivamente validi. Tuttavia, in Puglia, le graduatorie degli specializzati di sostegno restano intasate, rendendo difficile anche l’assegnazione delle supplenze.
La situazione è complessa e il futuro incerto. Ma i docenti idonei non si arrendono e continuano a lottare per il riconoscimento dei loro diritti. La loro voce sarà ascoltata?
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