Aggressione al Policlinico di Foggia
La famiglia di Cerignola risponde di violenze a seguito della morte della ragazza
È cominciato ieri il processo contro i cinque membri della famiglia Pugliese, coinvolti in un’aggressione avvenuta presso il Policlinico Riuniti di Foggia il 4 settembre 2024. Il fatto avvenne dopo la notizia della morte di Natasha Pugliese, 23 anni, ricoverata da oltre due mesi per le gravi lesioni subite in un incidente stradale a Cerignola.
Il procedimento giudiziario si prospetta complesso, con circa 40 testimoni chiamati a deporre. La prima udienza è stata rinviata al 2 maggio, per ascoltare le testimonianze dei poliziotti della Questura di Foggia che hanno condotto le indagini. Tra i testimoni, il pubblico ministero ha citato dieci persone, tra cui le vittime dell’aggressione e gli investigatori. A loro si aggiungono i 30 testimoni della difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Santangelo, il quale intende ricostruire dettagliatamente i fatti e il contesto in cui sono avvenuti.
La morte di Natasha ha innescato una reazione furiosa da parte dei familiari. Secondo l’accusa, i Pugliese, insieme ad altre persone non identificate, avrebbero aggredito fisicamente due chirurghi, minacciando di morte il personale presente con frasi del tipo: “Vi ammazzo; ce l’avete uccisa e adesso uccidiamo te e la tua famiglia”. L’aggressione ha provocato la frattura delle dita di una dottoressa, che si è trovata coinvolta nella violenza.
Gli imputati sono Luigi Pugliese, 55 anni, padre della vittima, i figli Vittorio, Maria e Tatiana, e il fratello Giuseppe Pugliese. Le accuse spaziano dalla violenza privata all’interruzione di pubblico servizio, fino alla resistenza a pubblico ufficiale. Il pubblico ministero ha richiesto gli arresti domiciliari per i quattro uomini, mentre per Tatiana Pugliese è stato chiesto il divieto di avvicinamento alle parti offese. Il giudice, tuttavia, ha respinto la richiesta per mancanza di esigenze cautelari, decisione contro cui la Procura ha presentato ricorso al Tribunale della libertà di Bari.
Parallelamente, la famiglia Pugliese è coinvolta come parte lesa in un’altra indagine relativa alla morte di Natasha. In questo caso, sono 21 gli indagati: 20 medici per presunto omicidio colposo e il conducente dell’auto che si è scontrata con il monopattino elettrico su cui viaggiava Natasha, accusato di omicidio stradale. L’indagine è ancora aperta e si attendono ulteriori sviluppi.
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