Tangenti ASL Bari
L’inchiesta sulle presunte tangenti all’interno dell’ASL di Bari ha subito un’accelerazione significativa, portando dieci persone, tra dirigenti e imprenditori, a giudizio in tempi record. La Procura, guidata dal procuratore Roberto Rossi e dalla pm Savina Toscani, ha richiesto il giudizio immediato per i soggetti coinvolti, accusati di manipolare appalti per lavori di manutenzione in cambio di denaro e benefici.
Secondo le indagini, i coinvolti avrebbero orchestrato un sistema ben organizzato per garantire l’assegnazione di appalti e l’approvazione di perizie con varianti di grande valore. Tra gli arrestati figurano Nicola Sansolini, ex responsabile dell’area tecnica, e il suo successore Nicola Iacobellis, insieme alla geometra Conny Sciannimanico e agli imprenditori Giovanni Crisanti, Ignazio Gadaleta e Nicola Minafra. Altri, come Paola Andriani, moglie di Iacobellis, e gli imprenditori Nicola Murgolo, Cataldo Perrone e Giuseppe Rucci, sono stati posti agli arresti domiciliari.
L’accusa principale riguarda l’aver formato un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e falsificazione, oltre ad aver gestito subappalti illeciti. Durante le perquisizioni, le autorità hanno rinvenuto beni di lusso e oltre 400mila euro in contanti, una cifra superiore a quella contestata nei capi d’imputazione.
Il processo inizierà il 2 aprile presso la Seconda Sezione del Tribunale di Bari, evitando l’udienza preliminare. Tuttavia, è plausibile che molti degli imputati optino per un rito abbreviato o cerchino un accordo. Sansolini ha già ammesso le sue responsabilità, così come Iacobellis e Crisanti, il quale ha dichiarato: “Mi hanno detto che si faceva così e mi sono adeguato”.
Le indagini non si fermano qui. La Procura ha aperto un nuovo fascicolo per esaminare altri episodi emersi, specialmente in relazione ai comuni di Gioia del Colle e Bitetto. L’inchiesta sulla ASL Bari è nata grazie alle intercettazioni di Donato Mottola, un imprenditore di Noci arrestato nel 2021 per tangenti alla Protezione Civile. Le intercettazioni hanno rivelato diversi dialoghi con dirigenti dell’ASL e tecnici comunali che hanno portato alla luce ulteriori irregolarità.
Nel nuovo filone investigativo, emergono accuse di turbativa d’asta, corruzione aggravata e falsificazione. Tra i coinvolti, oltre a Mottola e Francesco Girardi, figurano anche esponenti politici e dirigenti pubblici, tra cui il sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo, e il dirigente della Viabilità della Provincia Bat, Lorenzo Fruscio.
La vicenda continua a destare attenzione, con possibili sviluppi che potrebbero coinvolgere un numero crescente di persone e istituzioni.
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