Bari, sesso e soldi per superare gli esami universitari: il professore Fabrizio Volpe condannato a 5 anni

Fabrizio Volpe condannato a 5 anni per induzione indebita, reato procedibile d’ufficio

L’Ateneo chiede i danni d’immagine

Il caso ha scosso l’intera comunità accademica di Bari. Fabrizio Volpe, docente di diritto civile, è stato condannato a cinque anni di reclusione dal Tribunale di Bari. La sentenza, emessa in primo grado, riguarda le accuse di induzione indebita, con l’accusa di aver preteso favori sessuali e soldi (1000 euro) da una studentessa in cambio del superamento degli esami universitari.

Durante il processo, l’ipotesi di concussione è stata derubricata a induzione indebita. Inoltre, una delle accuse di violenza sessuale è stata considerata tentata e dichiarata prescritta. Anche una seconda accusa di concussione è stata dichiarata prescritta. La Procura aveva inizialmente richiesto una condanna a sei anni, ma la decisione finale ha ridimensionato le richieste.

Gli avvocati difensori di Volpe, Elio Addante e Angelo Loizzi, hanno espresso una certa soddisfazione per l’esito del procedimento. Nonostante la condanna, hanno sottolineato come l’impianto accusatorio sia stato significativamente ridotto. Hanno inoltre annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza una volta depositate le motivazioni, attese entro 90 giorni.

Il caso ha visto coinvolte due presunte vittime. Tuttavia, una di loro non si è costituita parte civile, mentre l’altra ha ritirato la sua costituzione. L’unica parte civile rimasta è l’Università di Bari, che cercherà di ottenere il risarcimento dei danni in sede civile.

La vicenda ha sollevato numerosi interrogativi sulla trasparenza e l’integrità all’interno dell’ambiente universitario. L’Università di Bari ha preso una posizione chiara, decidendo di perseguire il risarcimento per i danni all’immagine dell’Ateneo.

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Elvira Zammarano

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