Appalti illeciti nel Salento: i Sindaci coinvolti si difendono

Appalti illeciti nel Salento

Svolta nelle indagini: il sistema dei favori sotto accusa

Nel cuore del Salento, l’inchiesta che coinvolge diverse amministrazioni locali ha preso una piega decisiva. Gli investigatori hanno posto sotto esame un presunto sistema di aggiudicazione illecita degli appalti pubblici, svelando una rete di presunti favori personali in cambio di concessioni vantaggiose. Tra i protagonisti spiccano i nomi di Ernesto Toma, sindaco di Maglie, Marco Sticchi, suo vice, e Salvatore Sales, sindaco di Sanarica. Per questi ultimi, la pm Maria Vallefuoco ha chiesto gli arresti domiciliari, mentre per Antonio Rocco Cavallo, primo cittadino di Ruffano, è stato richiesto il carcere.

Ernesto Toma, difeso dagli avvocati Roberto Sisto e Luciano Ancora, ha respinto con decisione ogni accusa, sostenendo la piena legittimità dei suoi atti amministrativi. Ha altresì prodotto documentazione che, a suo dire, comproverebbe l’assenza di qualsiasi utilità ricevuta dall’imprenditore Castrignanò. Anche Marco Sticchi, accompagnato dai legali Andrea Sambati e Luciano Ancora, ha negato ogni addebito, sottolineando la correttezza del suo operato nell’ambito delle deleghe all’Urbanistica.

L’accusa sostiene che Toma e Sticchi avrebbero goduto di vantaggi indebiti offerti dagli imprenditori Marco e Graziano Castrignanò, interessati a mantenere il controllo sulla manutenzione del verde pubblico. Tra i presunti favori, si parla di una generosa fornitura di piante e addobbi floreali per il matrimonio di Toma. L’inchiesta punta i riflettori anche su appalti specifici, come i lavori di manutenzione dello stadio Tamborrino-Frisari e l’adeguamento sismico della scuola dell’infanzia di Corso Cavour.

Per Marco e Graziano Castrignanò, difesi dagli avvocati Francesco Vergine e Massimo Manfreda, la Procura ha avanzato richieste di custodia cautelare in carcere. Marco ha risposto alle domande del giudice, fornendo la sua versione sui suoi affari, mentre Graziano ha scelto di non rispondere.

Il sindaco di Sanarica, Salvatore Sales, assistito dall’avvocato Vincenzo Blandolino, ha presentato fatture che, secondo lui, dimostrerebbero l’assenza di legami con le ditte dei fratelli Castrignanò. Ha categoricamente smentito qualsiasi patto corruttivo. Anche Dario Strambaci, difeso da Luigi Casarano, si è dichiarato innocente rispetto alle accuse di corruzione, negando di aver facilitato gli imprenditori in cambio di supporto elettorale nelle elezioni del 2021.

La posizione del sindaco di Ruffano, Antonio Rocco Cavallo, appare particolarmente delicata. Difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia, è accusato di aver accettato denaro e lavori di ristrutturazione gratuiti per il suo comitato elettorale da Marco Castrignanò in cambio di appalti milionari.

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Lecce, sono ancora in corso, e il giudice per le indagini preliminari sarà chiamato a decidere sulle 25 richieste di custodia cautelare avanzate finora.

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Elvira Zammarano

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