Granaio Italia e il Governo
Il Governo non può continuare a rimandare: il futuro dell’agricoltura italiana è in gioco
Il dibattito sulla protezione del grano italiano si intensifica, mentre il presidente di CIA Puglia, Gennaro Sicolo, critica duramente il Governo per l’ipotetico rinvio dell’attivazione completa del registro telematico delle movimentazioni cerealicole. L’emendamento proposto da Fratelli d’Italia, firmato dai deputati De Carlo e Lisei, prevede infatti di posticipare questo obbligo al 1° gennaio 2026, suscitando preoccupazione tra agricoltori e consumatori.
Secondo Sicolo, il rinvio del progetto Granaio Italia dimostra un atteggiamento ingannevole del Governo verso i cerealicoltori e i consumatori italiani. “Se saranno nuovamente rinviati Granaio Italia e la piena attivazione del registro telematico, necessari per un controllo e un monitoraggio finalmente seri e certificati del grano duro italiano e di quello importato, vorrà dire che il Governo vuole consapevolmente prendere in giro i cerealicoltori e i consumatori italiani”, ha dichiarato Sicolo
La questione, per Sicolo, riguarda non solo la protezione del prodotto nazionale, ma anche la trasparenza sulla provenienza del grano utilizzato per produrre la pasta italiana. Dal giugno 2022, il valore del grano duro italiano ha subito un notevole calo, mentre i costi di produzione continuano a crescere. La Cia Puglia ha reagito con una campagna nazionale che ha raccolto oltre 75mila firme e l’adesione di 45 comuni pugliesi, rappresentando più di un milione di cittadini.
Il Presidente di CIA ha esortato i consumatori italiani a scegliere solo pasta prodotta con grano al 100% italiano, per garantire non solo la loro salute, ma anche per sostenere l’agricoltura nazionale. “Comprate solo pasta fatta al 100% con grano italiano: fatelo per la vostra salute e per salvaguardare la sopravvivenza della cerealicoltura italiana”, ha esortato Sicolo, sottolineando la necessità di contrastare le importazioni di grano di dubbia provenienza
La CIA Agricoltori Italiani, insieme alla sua sezione pugliese, ha condotto una serie di manifestazioni per ribadire la necessità di politiche che favoriscano il settore cerealicolo nostrano. Pertanto, l’organizzazione chiede l’attivazione immediata di Granaio Italia e del registro telematico per garantire un mercato equo e trasparente.
“Tutte quelle battaglie hanno portato prima alla riattivazione della Commissione Sperimentale Unica per il prezzo del grano e poi, a marzo dello scorso anno, alla definizione da parte del Governo dei tempi di avvio per il registro telematico e per l’intero pacchetto di azioni previste con Granaio Italia”, ha ricordato Sicolo. Un ulteriore rinvio sarebbe visto come un tradimento nei confronti degli agricoltori italiani.
Il futuro dell’agricoltura italiana è a rischio, con i costi di produzione che superano i 1300 euro per ettaro, mentre il prezzo di vendita del grano è crollato. La CIA Puglia continua a lottare affinché il grano italiano torni ad avere un valore equo, supportato da una regolamentazione che certifichi la provenienza e la qualità del prodotto.
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