Nuovo Codice della Strada: Psicofarmaci come droghe? Preoccupazione tra psichiatri e farmacisti di Bari

Il nuovo Codice della Strada suscita timori tra i professionisti della salute mentale in Italia, con psichiatri e farmacisti che richiedono chiarimenti urgenti.

Il recente aggiornamento del Codice della Strada ha sollevato un acceso dibattito tra gli psichiatri italiani, in particolare riguardo alla nuova normativa che equipara l’assunzione di alcuni psicofarmaci alla guida sotto l’effetto di droghe o alcol. Questa disposizione rischia di avere gravi ripercussioni sui pazienti che assumono farmaci come antidepressivi e ansiolitici, spesso prescritti per il trattamento delle malattie mentali, poiché potrebbero risultare positivi ai test salivari previsti dalle nuove regole.

Per Francesca Scorpiniti, direttore facente funzioni del Centro di salute mentale di Bari, “Gli invalidi civili per motivi psichiatrici sono già in possesso di una patente “speciale” e ogni anno sono sottoposti a un confronto con una commissione medica. Il nuovo codice della strada rischia invece di creare solo una grande confusione”. La Scorpiniti sottolinea come sia errato paragonare gli effetti delle droghe a quelli dei farmaci prescritti, che nel peggiore dei casi possono solo rallentare i riflessi.

Anche la Società Italiana di Psichiatria, rappresentata dalla presidente Liliana Dell’Osso, ha espresso seria preoccupazione. “Le cure psichiatriche non possono essere assimilate alle droghe perché, a differenza di queste ultime, vengono assunte dietro prescrizione dello specialista”, ha dichiarato la Dell’Osso. La presidente evidenzia che la normativa potrebbe disincentivare i pazienti a seguire i trattamenti necessari, creando un ulteriore stigma verso chi soffre di patologie mentali.

In questa cornice di incertezza, l’Ordine dei Farmacisti si è fatto portavoce delle istanze della categoria. Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine di Bari e BAT, ha dichiarato, Il ministero dei Trasporti e della Salute sono già al lavoro per fornire i chiarimenti necessari. Intanto, ognuno di noi deve fare la sua parte”. Lettieri ha ribadito che gli ansiolitici, se assunti correttamente, non sono incompatibili con la guida, ma ha anche sottolineato l’urgenza di ricevere ulteriori chiarimenti dai ministeri coinvolti.

La questione, che coinvolge milioni di italiani in trattamento con psicofarmaci, richiede una risposta tempestiva da parte delle istituzioni per evitare disagi e discriminazioni ingiustificate. La necessità di chiarimenti e modifiche alla normativa è evidente, e i professionisti della salute auspicano un intervento rapido ed efficace per tutelare i diritti e la salute dei pazienti.

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Elvira Zammarano

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