Bari: Neonato morto in culla e il rimpallo delle responsabilità. Consigliere Romito tuona, “Affidare controllo ad Enti competenti”

Neonato morto in culla, le responsabilità e le parole di Fabio Romito

Il Tecnico, “Il controllo era responsabilità di don Ruccia”

Vincenzo Nanocchio, il tecnico responsabile della manutenzione della culla, e don Antonio Ruccia che, al contrario di Nasocchio, nel recente interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere, sono attualmente indagati per omicidio colposo. Nanocchio ha dichiarato in un’intervista a “Storie italiane” su Rai1 che il sensore della culla funzionava correttamente al momento della sua ultima riparazione, avvenuta il 14 dicembre: «Il sensore ha funzionato, quando ho fatto la riparazione, ha suonato tre volte, l’ho detto anche al pm», ha affermato, sottolineando che il controllo della culla era responsabilità di don Antonio. Il tecnico ha inoltre precisato di essere stato chiamato solo in caso di necessità, senza un contratto di manutenzione permanente.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Angela Maria Morea, sta cercando di determinare se un malfunzionamento della culla possa aver causato la morte del bambino, probabilmente per ipotermia. Secondo i primi risultati dell’autopsia, il neonato, che si stima avesse un paio di settimane di vita, è deceduto a causa del freddo. Il bambino era stato lasciato nella culla almeno una notte prima del suo ritrovamento, e gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare chi lo abbia portato lì.

La questione centrale rimane il funzionamento del dispositivo termico, che dovrebbe attivarsi rilevando un peso minimo di un chilo e mezzo, avviando l’impianto di riscaldamento e un allarme collegato al cellulare del parroco. Don Ruccia ha affermato che l’allarme non è scattato, e la verifica su chi dovesse assicurarsi del corretto funzionamento della culla è in corso. Nanocchio ha ipotizzato che un blackout elettrico avvenuto a Poggiofranco il giorno della sua riparazione possa aver compromesso le funzionalità del sistema.

Il consigliere regionale Fabio Romito ha espresso il suo sconcerto per la tragedia, affermando che “un presidio così vitale non dovrebbe essere gestito da una parrocchia, ma dalla Asl, dal Comune o da un ospedale”. Le sue parole riflettono una preoccupazione crescente per la gestione di strutture così importanti e delicate, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione e responsabilità da parte delle istituzioni.

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Elvira Zammarano

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