Come dicono in TV – Ancora 30 giorni di suspense per Bari: Commissariamento sì o no? Restate sintonizzati!

Commissariamento Comune di Bari, le novità fra 30 giorni

 

Il Consiglio comunale di Bari potrebbe essere sciolto per infiltrazioni mafiose. La decisione finale è attesa entro il 7 febbraio.

 Il destino del Consiglio comunale di Bari è appeso a un filo. Entro il 7 febbraio, il Ministero dell’Interno dovrà decidere se procedere con il commissariamento a seguito delle indagini per infiltrazioni mafiose. La situazione è complessa e delicata, vista la gravità delle accuse e l’ampiezza dell’inchiesta “Codice interno”, che ha portato all’arresto di 130 persone.

Nonostante le speculazioni di fine dicembre, che suggerivano una chiusura imminente dell’istruttoria, le ultime indiscrezioni indicano che la decisione non sarà presa nei prossimi Consigli dei ministri. L’analisi approfondita avviata dal Viminale, in collaborazione con gli ispettori della Prefettura, non sembra destinata a concludersi con lo scioglimento del Consiglio comunale. Tuttavia, potrebbero essere applicate sanzioni ai dirigenti comunali, o – parallelamente – potrebbe essere prevista la nomina di “tutor” per gestire le aziende partecipate, come previsto dal Codice antimafia.

Queste azioni, a differenza dello scioglimento, sono di competenza esclusiva del ministero e non sono vincolate da un termine temporale preciso. Tuttavia, qualsiasi decisione negativa riguardo allo scioglimento dovrà comunque essere comunicata al sindaco Vito Leccese dal prefetto di Bari entro la data stabilita.

Nel frattempo, il Consiglio dei ministri, previsto per domani pomeriggio, avrà altri dossier da affrontare. Tra questi, la questione del terzo mandato delle Regioni, che coinvolge indirettamente anche la Puglia. La legge regionale della Campania, che permetterebbe al governatore Vincenzo De Luca di ricandidarsi, sarà probabilmente impugnata davanti alla Consulta. La decisione è particolarmente delicata per la maggioranza, poiché anche il leghista Luca Zaia, presidente del Veneto, aspira a un terzo mandato. Un eventuale blocco potrebbe aprire la strada a Fratelli d’Italia per proporre un proprio candidato.

In Puglia, Michele Emiliano ha già dichiarato che non si ricandiderà, anche se in passato ha dimostrato una notevole capacità di cambiare idea. Durante il suo secondo mandato come sindaco di Bari, aveva escluso categoricamente la candidatura alla Regione, salvo poi ritrattare. Nel Partito Democratico attendono con attenzione la decisione della Consulta, poiché potrebbe influenzare il futuro politico sia di De Luca che di Emiliano. La segretaria Elly Schlein ha sottolineato la necessità di un avvicendamento.

Infine, in Consiglio dei ministri si attende anche la nomina di Fabrizio Curcio come nuovo commissario straordinario per la ricostruzione post alluvione in Emilia Romagna, Marche e Toscana, in sostituzione del generale Francesco Paolo Figliuolo. Non è ancora stato deciso chi succederà a Elisabetta Belloni al vertice del Dis, l’organismo che coordina i Servizi di sicurezza. Tra i nomi in lizza figurano Giovanni Caravelli, Bruno Valensise, Vittorio Rizzi e Andrea De Gennaro.

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Elvira Zammarano

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