Lecce – Morte Perulli: la famiglia chiede riesumazione della salma

Morte Perulli a Lecce

La famiglia chiede la riesumazione per chiarire le circostanze del decesso

La Procura di Lecce ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause del decesso di Piero Perulli, il celebre musicista di Lecce deceduto il 16 settembre presso il Dea Fazzi. L’indagine è stata avviata a seguito della denuncia presentata dalle sorelle e dalla madre dell’artista, molto conosciuto anche per la sua attività di gestore di un pub rinomato in città.

La famiglia ha richiesto la riesumazione del corpo per eseguire esami autoptici e istologici, con l’obiettivo di stabilire se la morte possa essere stata influenzata dai protocolli e trattamenti medici somministrati con anestesia negli ospedali di Gallipoli e Lecce. Secondo la famiglia, rappresentata dall’avvocatessa Mariangela Calò, le terapie potrebbero aver avuto effetti negativi su un corpo già debilitato dalla malattia.

Il calvario di Perulli, iniziato nel 2023, si è aggravato ad agosto con la diagnosi di una sospetta meningite che ha portato al ricovero del musicista presso l’ospedale di Gallipoli. Durante il periodo di isolamento, la famiglia sostiene che il Perulli non abbia ricevuto cure adeguate. Dopo due interventi di prelievo di midollo, è stato dimesso, ma le sue condizioni sono peggiorate ulteriormente, richiedendo un nuovo ricovero presso il Dea Fazzi di Lecce. Il 16 settembre, giorno in cui è stato sottoposto a un’angiotac, Perulli è deceduto.

La famiglia spera che l’indagine possa fornire risposte definitive sulle cause della morte del loro caro. Un caso che ha sollevato nuovi dibattiti sulla qualità dell’assistenza sanitaria e sui protocolli eseguiti negli ospedali locali.

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Elvira Zammarano

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