Cellamare e la Consigliera da ‘espellere’: Lectio magistralis dell’Avvocato Iannone sul caso. Il Video

Cellamare e la consigliera da espellere

Una vicenda surreale ha recentemente coinvolto l’Amministrazione Comunale di Cellamare: la pretesa espulsione di una giovane consigliera di opposizione da parte del suo stesso gruppo, “Cellamare nel Cuore”.

Secondo quanto riportato dalla consigliera – imprenditrice di professione – la notifica dell’allontanamento dalla lista civica – o meglio, ‘espulsione’, come definita dal gruppo – sarebbe stata inviata tramite PEC personale da uno dei consiglieri del gruppo alla sua PEC privata, utilizzando carta intestata del Comune.

Durante una delle ultime sedute consiliari, la giovane politica ha deciso di leggere pubblicamente la sua risposta per informare l’intera Amministrazione di quanto sta avvenendo. A suo dire, il documento potrebbe presentare irregolarità circa le procedure di invio previste dalla legge, e farebbe seguito a sue lamentele espresse recentemente, anche attraverso un nostro articolo.

Il malcontento della consigliera, sempre secondo il suo racconto, sarebbe legato a un presunto mancato sostegno da parte del gruppo alla sua candidatura per la costituzione del recente consiglio provinciale di Bari. Un idillio spezzato? Mai esistito? Forzato? Non possiamo saperlo; tuttavia, riteniamo che la comunità di Cellamare abbia, invece, diritto a essere informata.

In ogni caso, il punto centrale è comprendere se la procedura di trasmissione di tale documento sia avvenuta correttamente, ovvero come previsto dalla legge.

Per fare chiarezza su questa vicenda, abbiamo interpellato il Costituzionalista, Professore ed esperto giurista del Foro di Bari, avvocato Paolo Iannone, per sapere se le azioni intraprese dal gruppo “Cellamare nel Cuore” siano state corrette e, in caso contrario, per quale motivo.

Avvocato Iannone, l’esclusione o l’espulsione della consigliera all’opposizione dalla lista civica “Cellamare nel Cuore” è legittima?

“Non spetta a me entrare nel merito della vicenda, però da “uomo di legge” conservo non pochi dubbi sulle modalità e motivazioni che hanno portato all’esclusione”.

Avvocato è dunque possibile escludere o espellere dalla lista civica un componente per le opinioni espresse e i voti dati?

“La questione è estremamente delicata, perché lo statuto di una Lista Civica può prevedere tutto quello che si vuole, purché il suo contenuto non sia contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e alla buon costume. Quale principio fondamentale dei contratti in generale”.

Quindi è plausibile, al di là delle procedure e andando oltre il politicamente corretto, sostenere una espulsione?

“La questione, ripeto, è più complessa. Il contratto firmato dalla consigliera con la Lista Civica, laddove possa nel contenuto dello stesso limitare il diritto di parola e la libertà di espressione del proprio pensiero politico, si porrebbe come atto limitativo dei principi fondamentali dei diritti della persona. Guardi, la libertà non esiste solo al singolare, pertanto, laddove un contratto tra le parti dovesse limitare uno dei diritti fondamentali della persona, tale negozio giuridico si porrebbe in contrasto con i principi Costituzionali. Francamente non vedo come possa essere stata danneggiata l’altrui sfera giuridica mediante l’espressione della libertà di pensiero ed opinioni date dalla consigliera in questione”.

L’altrui sfera giuridica ...E per la critica giornalistica e il pensiero di opinioni?

“Le chiedo scusa se è ineducato, ma sono costretto a risponderle in prima battuta con un’altra domanda: la libertà di pensiero non è forse uno dei diritti fondamentali della persona?
Al di là di quel che può prevedere lo statuto della Lista Civica “Cellamare nel Cuore”, noi dobbiamo sempre stare sotto le leggi Costituzionali e rispettarle. Meno che meno possono essere addebitate responsabilità a quella che dovrebbe essere la critica giornalistica. Nel caso di specie l’articolo ha rispettato il decalogo del giornalista, ovvero: pertinenza, continenza e veridicità della notizia pubblicata dal giornale. Difatti, si è riportata fedelmente alla consigliera da ‘espellere’. Tra noi giuristi si ricorda la “sentenza Forattini” che ha consegnato al mondo del diritto delle comunicazioni
un decalogo che, nella vicenda in esame, a parer mio è stato rispettato dal Giornale.”

Una straordinaria lezione di Diritto, Avvocato, e per questo la ringraziamo, sperando che sia utile a chi presiede importanti ambiti Istituzionali e di Governo, sia di piccole che di grandi realtà. Perchè come si dice comunemente ‘Ignorantia legis non excusat’ .

“Personalmente da “Guardiano del giardino del diritto” – come ho già detto -, vorrei avere più giornalisti con diritto di parola e di critica, quale principio fondamentale di uno “Stato di Diritto”, perché se dal ‘Governo della legge’ passiamo al ‘Governo degli uomini’ perdiamo di vista proprio tale principio che è alla base di un Paese Democratico. Del resto, come anche sosteneva il Prof. Aldo Moro: Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se non nascerà un nuovo senso del dovere”.

Secondo lei in Italia stiamo perdendo di vista questo principio?

“Guardi, tra noi giuristi siamo soliti ricordare la storia del “Mugnaio di Sans-Souci”, il quale era incappato nel soppruso del sovrano Federico II che voleva espropriarlo illegittimamente del suo mulino. Al riguardo, il Mugnaio ha sempre difeso i suoi diritti nelle aule di giustizia con l’esclamazione: Ci sono dei Giudici a Berlino. Ecco… i Giudici e le Leggi rappresentano l’unico baluardo a difesa dei diritti della persona, pertanto nessuno deve sostituirsi ad essi.”

Grazie Avvocato!

Cellamare e la consigliera da espellere
Il coraggio della verità

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Elvira Zammarano

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