‘Giovanni XXIII’ di Bari
Il Giovanni XXIII è nuovamente sotto i riflettori a causa di una grave carenza di personale che sta mettendo a repentaglio i servizi di pulizie e ausiliarato all’interno della struttura ospedaliera. La situazione, denunciata da Luigi Cipriani, segretario della O.s Gil-Sanità, potrebbe addirittura precipitare, lasciando ampio spazio a preoccupazioni e interrogativi.
Cipriani ha ribadito che, da oltre un mese, è stata pubblicata una graduatoria dei vincitori di un pubblico concorso, ma sino ad oggi non si sono registrati passi concreti per colmare questa carenza di personale. Inoltre, la situazione rischia di peggiorare a breve, poiché molti dipendenti attualmente in servizio, avanzano richiesta di ferie legate alla stagione estiva.
La domanda che sorge spontanea è: come sarà possibile conciliare le ferie legittimamente richieste dal personale con la necessità di garantire servizi di pulizia e ausiliariato nei reparti? Una carenza di personale così grave potrebbe mettere a repentaglio la salute e il benessere dei pazienti, oltre a creare ulteriori disagi nella gestione dell’ospedale.
Per Cipriani, tuttora convalescente dopo la grave aggressione subita all’interno della sede del suo comitato, una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dalle ore di straordinario che vengono corrisposte al personale dipendente.
‘Giovanni XXIII’ di Bari
Attraverso l’utilizzo di queste risorse finanziarie, sarebbe possibile assumere 200 nuove unità dal pool dei vincitori del concorso, senza alcun costo aggiuntivo per la struttura ospedaliera. Questa opportunità, offerta dalla vigente graduatoria pubblica, potrebbe apportare un sollievo immediato al problema, garantendo l’operatività necessaria nei servizi di pulizia e ausiliarato.
“Affinché questa soluzione possa essere attuata con successo, saranno necessari interventi tempestivi e coordinati da parte dell’amministrazione ospedaliera”, dice Cipriani. “Solo così sarà possibile garantire servizi adeguati e un ambiente igienico all’interno dell’ospedale, salvaguardando così la salute dei pazienti e il buon funzionamento della struttura stessa”.