Donna morta al Perrino di Brindisi
Il Tribunale di Brindisi ha chiuso il doloroso capitolo della donna morta al Pronto Soccorso dell’Ospedale Perrino, archiviando il caso, ma gli interrogativi sulle carenze strutturali e del personale emergono ancora con forza.
La vittima, una donna di 77 anni, con pregresse patologie, proveniente da una Residenza Sanitaria Assistenziale di Ostuni, il 16 novembre 2022 era giunta al Pronto Soccorso del Perrino in codice arancione. La sua situazione è rimasta in sospeso per circa tre ore, senza ricevere cure in un contesto di caos, con due soli medici e undici infermieri occupati a soccorrere una sessanta di altri pazienti.
L’emergenza era tale e tanta che i sanitari a un certo punto sono stati costretti a richiedere l’intervento dei carabinieri per documentare la situazione critica, rivelando un quadro allarmante di carenza di personale e strutture sovraffollate, come testimoniato dalla richiesta di autorizzazione al reclutamento di altro personale in servizio presso altri reparti, formalizzato nei giorni precedenti dal direttore del Dipartimento Urgenza ed Emergenza.
Intorno alle 22.30, col sopraggiungere di una difficoltà respiratoria, le condizioni della 77enne sono precipitate tanto che il codice da arancione è stato cambiato in rosso fino al decesso della donna avvenuto poco dopo il suo trasferimento nel reparto di rianimazione.
Donna morta al Perrino di Brindisi
L’inchiesta, avviata dal PM a seguito della denuncia dei familiari ha richiesto l’esame autoptico affidato ai dottori Biagio Solarino e Francesco Bruno, ma l’accertamento “non ha consentito di identificare un’evidente causa di morte”. Il Tribunale ha archiviato il caso, escludendo responsabilità penali personali per uno dei medici in servizio, assistito dagli avvocati Paolo e Roberto Iannone.
“Siamo soddisfatti della pronuncia del Tribunale di Brindisi che ha escluso ogni profilo di responsabilità penale personale del nostro assistito che ha sempre operato in un regime di correttezza e diligenza – con spirito di abnegazione – in un clima difficile lavorativo dovuto alle carenze strutturali di organico di cui è vittima la struttura ospedaliera che, allo stato, pone i sanitari ad essere l’unico presidio a tutela della salute dei cittadini. Il nostro cordoglio va ai familiari che hanno perso il loro caro, le cure e responsabilità non sono collegate all’operato del nostro assistito“
La morte della paziente non è solo una tragedia individuale, ma mette in luce una problematica più ampia che richiede un intervento tempestivo per garantire la sicurezza dei pazienti e l’efficienza delle strutture sanitarie locali.