Trani, Dirigente Medico e Infermiera ai domiciliari per presunta corruzione e truffa

Trani, Dirigente Medico e Infermiera ai domiciliari

Un’inchiesta della Polizia di Stato di Trani ha portato agli arresti domiciliari un dirigente medico radiologo, Francesco Nemore, e di un’infermiera del Presidio Territoriale di Assistenza (Pta). Sono accusati di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’indagine è partita da segnalazioni di pazienti che affermano di aver pagato per accelerare le prestazioni sanitarie, denunciando un presunto sistema sanitario parallelo gestito dai due professionisti.

Un dirigente medico radiologo e un’infermiera del Presidio Territoriale di Assistenza – Pta di Trani sono stati arrestati ai domiciliari in seguito a un’indagine condotta dalla Polizia di Stato. Francesco Nemore, direttore della Radiologia presso il Pta, e l’infermiera sono accusati di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’indagine ha avuto inizio a seguito delle segnalazioni di pazienti che sostengono di essere stati costretti a pagare somme di denaro per ottenere ‘saltando la fila’ prestazioni sanitarie. I due professionisti avrebbero, secondo quanto emerso, creato un sistema parallelo al meccanismo ufficiale di prenotazione e attesa delle prestazioni erogate dalla struttura ospedaliera.

I sospettati avrebbero sfruttato la vulnerabilità e la difficoltà emotiva di persone gravemente malate, convincendole a pagare per accelerare i tempi di attesa per esami cruciali come Tac, esami radiologici o risonanza magnetica. Gli inquirenti sostengono che abbiano gestito privatamente il servizio di pubblica utilità della ASL Bat, eludendo le liste d’attesa ufficiali.

Trani, Dirigente Medico e Infermiera ai domiciliari

Le indagini, condotte tra febbraio e marzo dello scorso anno, hanno rivelato che i pazienti avrebbero pagato in contanti, dai 50 ai 150 euro, per sottoporsi immediatamente agli esami, mentre il corrispettivo dovuto alla ASL Bat non veniva versato. Inoltre, il dirigente medico avrebbe falsamente attestato la sua presenza in ospedale con l’aiuto dell’infermiera.

L’inchiesta ha rivelato che, una volta venuto a conoscenza delle indagini in corso, il medico avrebbe cercato di “inquinare il quadro probatorio”. Avrebbe chiesto ai pazienti di distruggere la documentazione ottenuta con gli esami, nel tentativo di limitare i danni alle sue attività illecite.

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb

Condividi su:
Foto dell'autore

Elvira Zammarano

Lascia un commento