La Naturopatia: una luce nel buio

Ormai ci siamo resi conto di vivere in un mondo dove di naturale c’e’ ben poco, costretti  ad una convivenza pazzesca per la nostra sopravvivenza, all’accettazione di un’alimentazione scorretta a base di cibi preparati con ingredienti di dubbia qualità, inquinanti, precotti, patatine fritte, merendine  traboccanti di grassi, scatolame, cibi molto salati, cibi molto dolci, bevande zuccherate, alcool, cibi surgelati contenente zucchero. E la lista continua…

Ad aggravare la situazione ci sono i ritmi sbagliati con cui siamo costretti a lavorare: stare troppo in piedi  con scarpe scomode, oppure troppo tempo seduti su sedie inadeguate, i camionisti sui camion, i muratori nei cantieri,  gli  agricoltori nei campi, senza dare importanza ad un pasto regolare.

E poi c’è la pochissima attività fisica, che unitamente alle altre abitudini malsane, ci conduce ad alti livelli di stress e quindi all’invecchiamento precoce.

Ecco che dopo un lungo esame di valutazioni davanti allo specchio, come un faro prezioso che illumina una nave in difficoltà, si materializza la figura del Naturopata, che arriva in soccorso con gli strumenti giusti per rendere più sano il nostro stile di vita.

Si può affermare che il Naturopata, che non è un medico, non prescrive diete, non emette diagnosi, è un “Operatore del benessere”, un raggio di luce in questi tempi  ombrosi.  E’ un amico a cui importa il tuo benessere psico – fisico.

La Naturopatia affonda le sue radici nella Medicina di Ippocrate, vissuto in Grecia, padre della medicina scientifica che aveva capito, oltre 400 anni  a.C., quanta importanza avesse il cibo per la vita delle persone. A lui si deve la celebre frase “ Fate che il vostro cibo sia la vostra medicina, e la vostra medicina il cibo “.

Anche il poeta romano Giovenale, nel primo secolo d.C., con la celebre frase “ Mens sana in corpore sano”, ribadì il concetto di Ippocrate.

E poi nel 1850, il filosofo Ludwig  Feuerbach aveva capito che una buona alimentazione  può interagire anche con i pensieri più intimi. A lui si deve la frase “ Noi siamo ciò che mangiamo “.

Mentre a Paracelso, medico e chimico svizzero, si deve la considerazione che un alimento oppure un farmaco, anche se benefici,  presi in grande quantità, possono danneggiare l’organismo e quindi il famoso detto “ E’ la dose che fa il veleno”.

Per esempio, se si beve poca acqua, si va incontro alla  disidratazione e alla  debolezza, l’ansia,  la disattenzione, mentre bere molta acqua può provocare  la diminuzione del sodio nel plasma.

Una carenza di vitamina D può portare al rachitismo, mentre un eccesso può provocare un forte aumento dei livelli di calcio nel sangue,  la rimozione dello stesso dalle ossa e la calcificazione di altri organi.

Quindi, con questi preziosi  consigli con cui la Naturopatia ci viene incontro, si può dire che, uno stile di vita basato su di una buona alimentazione, una discreta attività fisica, una buona vita sociale, porterebbe certamente ad un rinnovamento dell’energia fisica e spirituale. 

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Foto dell'autore

Mirella Baldassarre

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