Allarme Truffe: Polizia Postale avverte sui pericolosi sms ‘Pacco Bloccato’

Allarme Truffe

La Polizia Postale ha lanciato un allarme riguardo a una nuova ondata di truffe che sfrutta gli SMS per ingannare gli utenti. La modalità utilizza messaggi fraudolenti che invitano i destinatari a verificare lo stato della spedizione di un presunto pacco bloccato. I truffatori si servono astutamente di un link inserito nel messaggio che reindirizza l’utente a un sito clone, chiedendo poi di scrivere dati personali e bancari con il pretesto di sbloccare la (presunta) consegna.

La Polizia Postale afferma che è sempre più frequente imbattersi in situazioni di questo tipo, dove ignari cittadini, cadono nella rete di questo pericoloso sistema e ha divulgato alcuni consigli per non diventare vittime di queste fastidiose frodi.

Il portavoce della Polizia Postale ha dichiarato: “Se sei in attesa di una consegna, ti consigliamo di verificare lo stato della spedizione esclusivamente attraverso il sito su cui hai effettuato l’ordine e, nel caso di dubbi, ti invitiamo a contattare il servizio clienti”.

La truffa opera attraverso messaggi che presentano diverse varianti, ma tutti accomunati dal medesimo fine fraudolento. Ecco alcuni esempi dei testi truffaldini:

  1. “Il tuo pacco è stato trattenuto presso il nostro centro di spedizione. Si prega di seguire le istruzioni qui: [Link]”
  2. “Salve, purtroppo non siamo riusciti a consegnare il suo pacco, la preghiamo di controllare qui: [Link]”
  3. “Il tuo pacco potrebbe essere in ritardo, conferma la consegna qui: [Link]”
  4. “Ciao, il tuo pacco è in attesa di impostare le preferenze di consegna: [Link]”
  5. “Abbiamo un pacco per lei, programmare la consegna: [Link]”

La Polizia Postale sottolinea, inoltre, l’importanza di ignorare i messaggi sospetti e, meglio ancora, di cancellarli. In ogni caso, è fondamentale non inserire mai dati personali e bancari su siti raggiungibili attraverso link posticci.

Per ulteriori informazioni e segnalazioni, la Polizia Postale consiglia di rivolgersi direttamente a loro attraverso i contatti disponibili sul sito ufficiale: www.commissariatodips.it.

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Anna Caprioli

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