Emergenza cure oncologiche al Giovanni Paolo II di Bari: gli Oncologi dicono ‘NO’ alle restrizioni

Emergenza Cure Oncologiche al Giovanni Paolo II di Bari

La situazione delle cure oncologiche presso l’IRCCS dei Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari sta assumendo contorni inquietanti, con gli oncologi che protestano contro alcune restrizioni che potrebbero minare la qualità delle terapie offerte a pazienti gravemente ammalati. La questione è emersa poco prima di Natale, quando la nostra redazione si è rivolta al Dottor Vito Bellini, Segretario nazionale UGS – CONFIAL, per ottenere chiarimenti in proposito.

Le voci arrivate in redazione descrivevano terapie oncologiche limitate solo ad alcuni pazienti previo consenso di una commissione creata ad hoc all’interno dello stesso ospedale. Il Dottor Bellini, dopo i dovuti approfondimenti, non solo ha confermato la notizia ma ha pure precisato che “negare la chemioterapia ad alcuni malati oncologici per risparmiare denaro è contrario a tutte le regole logiche e deontologiche”.

Emergenza Cure Oncologiche 

La radice del problema, dunque, sembra risiedere nella carenza di fondi per l’acquisto di tali farmaci essenziali per i malati di cancro, concetto ribadito dalla direzione generale del Giovanni Paolo II, nella nota n. 29648 del 18 dicembre 2023, dove si annunciavano le restrizioni: “tutte le prescrizioni di farmaci chemioterapici devono essere autorizzate preventivamente dalla direzione sanitaria fino al 31 dicembre”.

La risposta degli oncologi non si è fatta attendere considerando la nota “lesiva” del diritto costituzionale alla salute, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana. In concreto i medici hanno voluto sottolineare che l’appropriatezza prescrittiva è sempre stata rispettata in accordo con le direttive AIFA e che le prescrizioni vengono singolarmente validate dai dirigenti farmacisti dell’UMACA.

La questione si è inoltre spinta oltre i confini delle restrizioni amministrative, con gli oncologi che contestano la competenza specifica della commissione interna sulle diverse patologie oncologiche ed ematologiche trattate, senza prevedere modalità chiare di validazione di tali disposizioni.

L’opinione pubblica è in sospeso e aspetta di essere informata sulla questione. Gli oncologi, nel frattempo, insistono sull’indifferibilità dei trattamenti, sottolineando che ogni ritardo può tradursi in un potenziale “danno da perdita di chances terapeutiche”.

La redazione WideNews seguirà attentamente gli sviluppi di questa vicenda, fornendo aggiornamenti tempestivi sulla sua evoluzione, considerando l’importanza della continuità e l’efficacia delle cure oncologiche atte a salvaguardare i diritti fondamentali degli ammalati.

https://www.facebook.com/WideNewsNotizieDalWeb

Condividi su:
Foto dell'autore

Elvira Zammarano

Lascia un commento