Guerra ai bracconieri, il Nucleo di Vigilanza ambientale della Regione Puglia, sequestra diversi loro “richiami” acustici

I bracconieri sotto la lente della Vigilanza ambientale della Regione Puglia

Oltre a utilizzare richiami vivi (tordi, merli, allodole…) per catturare esemplari di specie anche protette, i bracconieri si affidano spesso a strumenti elettromagnetici – reti, archetti, gabbie trappola e trappole metalliche – capaci di infliggere sofferenze inimmaginabili ai poveri malcapitati animali.

Va ricordato che il bracconaggio è un tipo di caccia che viola la trentennale normativa vigente (Legge quadro n. 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio) e che è accostato al furto aggravato ai danni dello Stato.  Per questo motivo, è bene saperlo, che i bracconieri rischiano e anche tanto (10 anni di carcere ed eventualmente altri tre per porto d’arma abusivo qualora ne fossero in possesso).

Vita dura per i bracconieri, il Nucleo di Vigilanza ambientale della Regione Puglia, sequestra diversi loro “richiami” acustici

I bracconieri sotto la lente della Vigilanza ambientale della Regione Puglia

Parliamo dunque di un gravissimo reato che il Nucleo di Vigilanza ambientale della Regione Puglia sta cercando in tutti i mondi di arginare. È di questi giorni, infatti, una loro importante attività di servizio, avvenuta nelle province di Bari e Taranto, che ha portato alla scoperta di una serie di trappole utilizzate per la caccia di frodo.

Strumenti, anche sofisticati tecnologicamente, che vengono, di solito, nascosti tra rovi e sterpaglie presenti nelle nostre zone rurali, attivati in remoto, e lasciati durante tutta la notte. Al mattino presto, poi, il ritrovamento e l’abbattimento degli animali attirati fraudolentemente.

L’instancabile lavoro delle ‘Guardie ambientali’ continua e continuerà ininterrotto su tutto il nostro territorio per la tutela e il rispetto della biodiversità.

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Elvira Zammarano

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